Archivio Provincia
Napoletana Redentorista

dell'Italia Meridionale - Pagani (SA)

Sala Principale

Origine e Sviluppo

Storia della formazione dell'Archivio storico di Pagani

 

L’Archivio della Provincia Napoletana, con sede nella casa religiosa di Pagani, è nato con la Congregazione come Archivio del Governo generale.

Così è rimasto fino al 1869 quando, in seguito alla divisione della Congregazione in Province, stabilita nel 1841, tutta la documentazione fu trasferita a Roma, nuova sede del Rettore maggiore.

A Pagani rimasero solo i documenti relativi alla vita della Provincia e diverse lettere di S. Alfonso.

Per circa un secolo sembra che non ci siano stati interventi finalizzati al riordino dei documenti.

Solo verso il 1970 P. Francesco Minervino, nominato Archivista provinciale, ha iniziato ad ordinare e inventariare i documenti, che intanto avevano subito un depauperamento causato dagli eventi della soppressione e dallo stato di abbandono.

Furono pubblicati così, dattiloscritti, nel 1980 e nel 1982, i due volumi dell’INVENTARIO attualmente in uso nell’Archivio.

Intanto p. Minervino, integrando i documenti presenti nel nostro Archivio con quelli dell’Archivio generale di Roma, ha pubblicato, in due volumi, nel 1978 e nel 1979, il “CATALOGO dei Redentoristi d’Italia” e “delle Province meridionali d’Italia”, che resta ancora oggi l’unico Catalogo completo della Congregazione in Italia, contenente lo stato personale dei Redentoristi dalle origini fino al 1841 e dei Redentoristi napoletani fino al 1979.

Il terremoto del 1980 ha rallentato il riordino e solo dopo un decennio, nel 1990, è stato possibile riprendere la sistemazione dei documenti. Intanto è nato il Computer.

 

Nuova sistemazione

Nel 1992 il P. Provinciale ha acquistato un Computer per l’Archivio che, dopo i lavori di ristrutturazione della casa di Pagani, ha trovato una definitiva sistemazione nei locali del 3° piano.

Con l’introduzione dei moderni sistemi informatici, l’Archivio ha acquisito un nuovo volto, che è stato dettato non tanto dalla necessità di sistemare i documenti quanto da quella di aggregarli in modo da reperirli subito, quando richiesti da ricercatori, professori e studenti universitari.

È nato così il nuovo impianto archivistico, ancora in fase di realizzazione.

 

 

Distribuzione delle unità archivistiche in fondi, sezioni e fascicoli.

I documenti sono conservati in robusti faldoni, sistemati in scaffalatura metallica, e sono divisi in:

– FONDI: attualmente i Fondi sono 28: ai 22 fondi della Provincia Napoletana si sono recentemente aggiunti 6 fondi della Provincia di Palermo. (Allegato 1)

– SEZIONI: ogni fondo si divide in Sezioni.

Ad esempio, il fondo 01 (S. Alfonso) contiene 10 Sezioni, ciascuna contraddistinta da una lettera maiuscola: A-Documenti biografici, B-Rettore maggiore, C-Corrispondenza, D-Manoscritti autografi, E-Privativa stampa opere, F-Ricognizioni canoniche, G-Centenari, H-Studi alfonsiani, L-Avvenimenti e festeggiamenti, M-Peregrinazioni.

– FASCICOLI: ogni sezione si divide in Fascicoli, ciascuno contraddistinto da una lettera minuscola, contenente documenti dello stesso argomento (Allegato 2).

– UNITÀ ARCHIVISTICHE: ogni Fascicolo contiene le unità archivistiche, numerate progressivamente.

 

 

Metodo adottato per la Segnatura

Su ogni documento, conservato in una camicia protettiva, è apposta la segnatura, in cui figurano i quattro elementi che lo classificano: il fondo, la sezione, il fascicolo e il numero dell’Unità archivistica. La segnatura ovviamente è unica e irripetibile.

Ad esempio: 01Aa1 indica il fondo S. Alfonso (01), la sezione Documenti biografici (A), il fascicolo Documenti personali (a), il n° del Documento (1).

Questa divisione, apparentemente dispersiva, consente di reperire immediatamente, anche senza l’ausilio del Computer, tutti i documenti classificati come appartenenti ad uno stesso argomento.

 

 

Attuale stato dei lavori

Attualmente sono stati sistemati definitivamente, ed inseriti in Computer, i documenti dei primi 5 fondi: 1) S. Alfonso; 2) Santi Beati e Venerabili; 3) Congregazione; 4) Congregati prima del 1841; 5) Congregati dopo il 1841.

È in fase di sistemazione il fondo 6 (Case): sono stati già regestati i documenti di tutte le Case soppresse.

Restano da inventariare i documenti delle case aperte e tutti gli altri fondi, anche se alcuni sono stati già sistemati in modo orientativo.

Dal 2016 stiamo procedendo ad una digitalizzazione delle unità archivistiche nei vari formati digitali (tif, jpg, pdf, doc) e partecipando al programma di condivisione in rete su piattaforma CeiAr-TS.

Nel frattempo si è dato il via anche ad una sezione che raccoglie gli audiovisivi, in modo particolare vecchi nastri, musicassette, vhs e altro, testimonianza di vecchie missioni popolari, prediche, canti, ecc…

 

 

Utilità del nuovo riordino

La nuova impostazione dell’Archivio permette di individuare subito la quantità e la natura dei documenti, facilitando così la ricerca per i professori e per gli studenti che frequentano il nostro Archivio.