Archivio Provincia
Napoletana Redentorista

dell'Italia Meridionale - Pagani (SA)

Sala Principale

Elenco delle opere stampate
di S. Alfonso M. de Liguori

FABRICIANO FERRERO – SAMUEL J. BOLAND

Spicilegium Historicum 1988, pp 485-543

Pagina in

1. 1728 (?)

Massime eterne cioé Meditazioni per ciascun Giorno della Settimana

Massime eterne, cioè meditazioni per ciascun giorno della settimana

Riferimenti

AGHR, S. AH. X 34. Cfr. n. 7.
Ed. OA, IX 380-395.
Est. BG, I 47-50, III 206; Tan, I c. 12; Tell, I 123, 664-665, 748, II 554; RM,
168, 314, 363, 483, 600

Edizioni dei testi originali

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 44

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 44​

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Sette meditazioni, in tre punti, sulla fine dell'umanità, morte, giudizio e inferno, suddivise secondo i sette giorni della settimana. La copia più vecchia che abbiamo trovato è una brochure di 32 pagine di 24 pagine.

 

Questo opuscolo assegnato alla data del 1761 dall'Elenchus chronologicus Operum des Acta Doctoraius è molto probabilmente la prima pubblicazione di SA, come suggerisce questo brano di Tannoja: “Ingiungeva ai penitenti di ascoltar la messa ogni mattina meditando tra la Passione di Gesù Cristo, o qualche massima dei novissimi; al quaI effetto ristretto aveva queste meditazioni in un libriccino che soleva donare ”. Ciò si riferisce al tempo in cui il santo, ancora sacerdote secolare, faceva il suo debutto nel ministero sacerdotale a Napoli, dal C. al d. intorno all'anno 1728.

 

Riteniamo che l'opuscolo designato da Elenchus dopo i Riflessioni utili ai Vescovi (1745) con il titolo: Libellus meditationum aliorumque pietatis Exercitiorum in missionibus distributis non sia distinto dalle Massime eterne. L'Elenchus ha certamente preso in prestito questa informazione dal piccolo elenco di libri sull'ultima pagina dell'Apparecchio alla Morte, pubblicato a Venezia nel 1759, dove si legge: Libretto di meditazioni e di altri atti devoti da dispensarsi nelle missioni, e ne ha fatto il titolo di un libretto speciale. Un esame più attento di questo piccolo catalogo mostra che questo testo non è il "titolo" di un volantino ma la sua descrizione per la vendita. Senza ciò sarebbe inspiegabile l'assenza di Massime, la più apprezzata e la più diffusa delle pubblicazioni di S. Alfonso, in questa lista che enumera tutte le altre opere ascetiche già pubblicate.

 

L'errore dell’ Elenchus ha portato a quello di padre DiIgskron che, nel suo Leben des H. A., (Ratisbonne 1887, p. 276), classifica questo Libretto tra le opere scomparse.

 

Ci sono state ristampe prima che S. Alfonso. fondasse la sua congregazione di missionari?

Sappiamo solo che fece inserire le Massime nel libro Mondo Santificato del suo collega Don Gennaro Sarnelli, libro apparso per la prima volta nel 1737.

 

Successivamente, sicuramente a partire dal 1749, apparvero in appendice a diverse edizioni di Visite al SS. Sacramento ma con un'impaginazione speciale, in modo da poter essere vendute separatamente. "Si trovano anche, nel 1754, con l'opuscolo Quiete per le anima Scrupulose e con l'Amore delle anime a cui restano uniti nelle innumerevoli edizioni della raccolta Operette Spirituali. Continuano anche a ristamparle in appositi depliant; nel 1760 sono indicate nel catalogo della Remondini a Venezia che le vende per 5 centesimi.

 

S. Alfonso parla di questo opuscolo in una lettera del 19 dicembre 1753 a Don Luigi Sagliano: “Lo invio ancora un 'altro libretto di Massime eterne con certe belle Considererazioni per la devozione verso Maria Santissima”. Dal 1831 le Massime ne hanno in media due edizioni all'anno in Italia. Pio Bruno Lanteri ne fece stampare 36.000 in un'unica edizione. Citiamo anche quella di P. Bucceroni S. J. che nel 1921 raggiunse le 720mila.

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1737, Napoli,   Naso,           da Il Mondo Santificato di G. Sarnelli.
1743,     »             »                 » Il Cristiano Illuminato       »       »
1749,     »       PeIIecchia,    ad calc. dalle Visite al SS. Sacramento, in 32, p. 24.
1751,     »            »                contiene Visite Amore delle anime, (p. 191-214).
1754      »       Gessari,          contiene Quiete per le anime scrupulose.
1755,     »            »                 dalle Operette Spirituali
1759,Venezia, Remondini.

19 dicembre 1753

2. 1732 (?)

Canzoncine spirituali.

Canzoncine spirituali dell’Illustriss. e Reverendiss. Monsignor Alfonso de Liguori, Vescovo di Santagata de’ Goti, e Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Redentore. Settima edizione, Napoli 1769. AGHR, S. AH. X 38.


Ed. A. DI COSTE, Le melodie di S. Alfonso M. de Liguori in alcuni suoi canti
popolari e Duetto tra l’anima e Gesù Cristo, Roma 1932; O. GREGORIO, Canzoncine alfonsiane. Studio critico estetico col testo, Angri 1933; S. BRUGNANO, Le canzoncine spirituali di S. Alfonso, Materdomini 1982.

Riferimenti

Est. BG, ISO-53, III 206; Tan, I c 3.5, II c. 7, lO, 13,26,39, III c. 12, 17,22;
Tell, I, 141-142, 339, 575, 768-774; RM, 9, 113,114,314,420,461, 499, 601, 624,
625.

Edizioni postume dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 53

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 53​

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Inni pii composti soprattutto con lo scopo di sostituire i canti licenziosi in uso durante i lavori nei campi, usati anche durante le missioni predicate da S. Alfonso e dai suoi primi compagni. Il loro numero aumenta con il numero dell'edizione: quella del 1758 ne contiene 28; in editing, con traduzione

Il latino versificato, pubblicato da padre Reuss, nel 1896, ce ne sono 45.

È probabile che i primi siano stati composti ancor prima che S. Alfonso fosse sacerdote; dal 1730, ci siamo fissati su di loro e dal carteggio del santo 3 e dal luglio 1732, sembra che inizi a parlare con don Sarnelli della loro pubblicazione.

Intorno a questa data, infatti, apparve una prima edizione molto modesta, poiché venduta al prezzo di 33 grani per cento; indubbiamente un volantino che è stato distribuito nelle missioni. Dal 1737 le canzoncine apparvero in varie opere del Sarnelli, ma senza essere firmate. Secondo Dilgskron e altri, sono talmente intrecciati con gli inni dello stesso Sarnelli che per la maggior parte è impossibile identificarli.

Con l'autore del Canzoniere Alfonsiano, (S. Alfonso, Pagani 1931, p. 312), si è portati a credere che, se non tutte, almeno la stragrande maggioranza di queste canzoncine deve essere attribuita a S. Alfonso. Nessun documento, nessuna biografia, ancor meno lo studio della psicologia di Sarnelli non rivela in lui talenti poetici; sembra quindi probabile che S. Alfonso gli abbia fornito la quasi totalità degli inni che inserisce nei suoi vari libri. Lo sappiamo in modo concreto per l'Anima desolata del 1740.

Pur prestando così volentieri le sue composizioni liriche al collega, S. Alfonso continua a pubblicarle lui stesso come appendice alle proprie opere; si trova nelle sue Considererazioni sopra le virtû e pregi di S. Teresa, Visite al SS. Sacramento, l'Amore delle Anime, Glorie di Maria e soprattutto nelle tante edizioni di: 0pere o Operette Spirituali. Bisognerà attendere il 1769 per vedere una raccolta completa stampata a Napoli con il titolo speciale di Canzoncine spirituali del 'll.mo e Rev.mo Monsignor D. Alfonso de' Liguori. Sono numerati come edizione settima. Altre tre edizioni di questa raccolta apparvero durante la vita dell'autore, circa quindici dopo la sua morte, senza contare numerose pubblicazioni parziali.

Qualificati giudici hanno indicato il valore letterario di queste poesie: "spontaneità, freschezza di sentimento, ingenua bellezza di espressione, capolavori della poesia popolare che la profonda ispirazione talvolta avvicina alla grande poesia classica". (Liévin, art. Cit.).

Diversi scrittori, come PaIIadino e Casati, collegano S. Alfonso alla scuola poetica di Metastasio; alcuni, in tempi recenti, lo ritengono maggiormente influenzato da Dante (Petrone, Dante e S. A., Napoli, 1922), o da Pier Matteo Petrucci, (Canzoniere Alfonsiano, op. cit.).

 

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1758, Venezia, Remondini, dalle Opere Spirituali, (28 canzoncine).
1769, Napoli, s. n., Canzoncine spirituali dell' lllustrissimo e Reverendissimo Monsignor Alfonso de' Liguori, 7a ed., (42 canzoncine).
1774, Napoli, Migliaccio, Canzoncine spirituali dell' llmo ac Rev.mo Monsignor D. Alfonso de' Liguori.
1774, Napoli, s. n., Canzoncine spirituali composte dall' Illmo Revmo Monsignor D. Alfonso de' Liguori, 9a ed., in 12, p. 72.
1781, Napoli, 10a ed.
1785 , Napoli, di Paci, 11a ed., in 12, p . 96. 

Lettere di S. Alfonso: 22 aprile 1737 ; 3 aprile 1740; 6 ottobre 1753; 2 novembre 1755; 29 ottobre 1756

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore

*** 1733

Dissertazione sulla povertà.

Dissertazione sulla povertà: se sia lecito possedere in comune e se di poca perfezione.

Riferimenti

Ed. A. SAMPERS, A tract of Saint Alphonsus on the compatibility of religious perfection with having goods in common, en SH. 30 (1982) 292-302.
Est. BG, I 181.

3. 1734 (?)

Orazioni alla Divina Madre per ciascun Giorno della Settimana

Orazioni alla Divina Madre per ciascun giorno della settimana.

Riferimenti

Ed. OA, VII 477-483.
Est. BG, I 53, III 206; Tell, I 123, 235; RM, 314.

Edizioni postume dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 53

Sette preghiere in onore della Madonna per ogni giorno della settimana. Riempiono otto colonne della grande edizione torinese del 1845.

L'Elenchus degli Acta Doctoratus menziona per la prima volta queste preghiere nel 1761 tra gli scritti contenuti nella tomo I della raccolta delle Opere Spirituali.

Costituiscono infatti una delle prime composizioni ascetiche di S. Alfonso. Probabilmente è a loro che mons. Falcoja, direttore del santo, allude in una lettera del 1734 dove scrive: “benedico ... l'operetta intrapresa per promuovere la divozione di nostra Signore e Madre”. Questo testo sembra dire che le Orazioni erano state

pubblicate in una brochure speciale; furono anche stampate in seguito con il Massime Eterne. (Cfr. P. 48).

Dal 1754 si trovano spesso nelle Visite al SS. Sacramento, il Regolamento di vita, le Operette Spirituali. A volte appaiono anche come libretto a parte con il Modo di conversare continuamente ... con Dio ”. (Napoli, Gessari, 1754; Roma, Puccinelli, 1755 e 1767. Cfr. Romano, p. 99).

 

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1834, Roma, Pia Unione, contiene Massime eterne.

1836, Novara, da Il Mese di Maria di Muzarelli.

1836, Torino, Bordandini,               »

1838      »             »                »                        »

1842, Belluno, Deliberali, Orazioni .. . da recitarsi in onoredi Maria SS.

1863, Roma, Placidi, dalle Diamante delle persone pie.

1898, Cuneo, Oggero, da Salvateci! Sette preghiere alla SS. Vergine.

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore

4. 1743

Considerazioni sopra le virtù e pregi di S. Teresa di Gesù.

Considerazioni sopra le virtù e pregi di S. Teresa di Gesù tratte dagli ammirabili suoi detti e fatti, insieme colla coronella in suo onore e una breve pratica per la perfezione. Date in luce da un Sacerdote della Congregazione del SS. Salvatore divoto della Santa. .. Stampate a spese del R. Sac. D. Dom. Letizia, Napoli 1743.

Riferimenti

Ed. OT, II 433-446; ON, X 329-400.
Est. BG, I 53-54, III 207; Tell, I 336-338; RM, 114, 341, 364.

Edizioni dei testi originali

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 53

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 53​

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Questo lavoro include: 1) nove considerazioni sulle principali virtù di Santa Teresa; 2) una Coronella in suo onore; 3) un riassunto di perfezione tratto dagli insegnamenti del santo, (p. 86-103, nell'edizione del 1743); 4) un inno (p. 2).

L'Elenchus degli Acta Doctoratus dà 1745 come data di questo opuscolo, ma questa informazione è contraddetta dall’ editio princeps, una copia del quale è conservata nel convento dei Redentoristi a Nocera de Pagani. Sappiamo, inoltre, che già nel 1742 il manoscritto era pronto poiché, il 22 aprile di quest'anno, padre Sportelli chiese a nome di S.A. a Mons. Falcoja l'autorizzazione a farlo stampare. Una persona pia, ha detto, si è offerta di sostenere il costo della stampa. È probabilmente la Principessa dell'Isola, Donna Maria Caracciolo, a cui è dedicata la novena. Le prime edizioni sono anonime.

Questo libretto è la prima opera di S. A. che assume l'aspetto di un libro; ha 104 pagine.

La sua collocazione nell'elenco cronologico degli scritti del santo conferma l'opinione di coloro che definiscono primordiali le influenze del grande mistico di Avila sull'ascetismo di S. Alfonso. Quest'ultimo, infatti, entrò presto in contatto con la dottrina. spiritualità di Teresa del suo genitore Canonico Matteo Gizzio, della cugina Teresina de Liguori, carmelitana di Napoli († 1724), di cui scrisse la vita, e di alcune Redentoriste di Scala che erano appartenute alla congregazione carmelitana di Serafina di Capri. Cita spesso nei suoi libri questo fondatore, la cui biografia, il suo primo regista, padre Pagano, aveva pubblicato ".

Tannoja ci assicura che i Carmelitani hanno avuto una stima speciale per il santo per questa novena, che ha fatto conoscere così bene il loro grande riformatore. Nella Breve Pratica per la perfezione, che occupa diciassette pagine dell'edizione del 1743, S. Alfonso sintetizza l'insegnamento di santa Teresa sul distacco e l'unione con Dio. È su questo piano che, diciassette anni dopo, nel 1760, costruirà il suo grande trattato La Vera Sposa di G. C. (Liévin, C.SS.R. art. Cit.). L'Elenchus degli Acta Doctoratus pone la pubblicazione di questo piccolo trattato nel 1752; Quindi c'è un errore di quasi dieci anni.

 

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1743, Napoli, Naso, in 12, p. 104.

1745,      »        (secondo il Decretum super revisione et approbatione operum, 1803) .

1783, Bassano, Remondini, contiene Novena del Cuore di Gesû, in 12, p. 43-122.

1785, Napoli,  Paci, in 12, p. 32. (Considerazioni . .. )

Lettere di S. Alfonso: 6 ott 1753 ; 12 dicembre 1756; 15 marzo 1767

5. 1744

Compendio della Dottrina cristiana.

Compendio della Dottrina cristiana stampato in Napoli per ordine dell’Eminentissimo Signor Cardinale Spinelli nel 1744, allora Arcivescovo di Napoli, ed ora ristampato nella Stamperia di Alessio Pellecchia, Napoli 1758.

Riferimenti

Ed. R. TELLERIA, De “Compendio Doctrinae christianae» a S. Alfonso exarato atque olim bis in luce m edito, en SH. 4 (1956) 259-279.
Est. BG, I 85; Tan, II c. 12-15; Tell, I 305, 538, 644, II 150; RM, 371-372.

Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 55

L'Elenchus degli Acta Doctoratus colloca intorno al 1745 un Compendium Doctrinae Christianae scritta da S. Alfonso su ordine del Cardinale Spinelli, Arcivescovo di Napoli. Questa informazione è probabilmente presa in prestito, come quella citata sopra (p. 47) sul Libellus Meditationum, all'elenco dei libri stampati di seguito l'Apparrecchio alla morte nel 1759.
Si legge, in effetti: Compendio della dottrina Cristiana stampato in Napoli per ordine dell'Em. Cardinale Spinelli. È questo il titolo corretto? Oppure, come abbiamo fatto noi presunta per il Libellus Meditationum non sarebbe piuttosto un'indicazione sul contenuto del libretto? In quest'ultimo caso, il Compendio potrebbe benissimo essere uguale alla Breve dottrina da recitarsi ... in cui Elenchus pone, 1762 e una copia del quale è citata al n° XIII nel Catalogus operum impressorum del 1803. Questo è un breve riassunto delle principali verità religiose, specialmente quelle dell'ordine pratica, che riempie 5 pagine dell'edizione torinese del 1830 (t. 8, Operette varie relative ai confessori, p. 3-8). Se il Compendio è diverso dal Breve Dottrina, devi rassegnarsi, con padre DiIgskron (t. 1, p. 276), a considerarlo perduto. . ".
Per quanto riguarda la data di pubblicazione di questo opuscolo, conosciamo solo con certezza che è anteriore al 1750, poiché in quell'anno il cardinale Spinelli, senza rinunciare nuovamente all'arcivescovado di Napoli, però, lasciò questa città senza più riapparire. (Capecelatro, 1.2, c.9). È anche probabile che il Compendio  fosse scritto in seguito alla missione generale dell'arcidiocesi che aveva il cardinale Spinelli prescritto nel 1741 e di cui aveva affidato la gestione a S. Alfonso.

Iniziata nel maggio 1741 la missione durò quindici mesi. Probabilmente è stato dopo il suo ritorno a Ciorani, nel 1742, che S. A. scrisse questo Compendio che doveva produrne alcuni dei desideri del cardinale espressi nella Istruzione ai missionarii destinati a percorrere la diocesi di Napoli, (Napoli, 1741) Cfr. G. SarneIIi, L'Ecclesiastico Santificato, Part. 1 C. 8, un commento alle istruzioni di Spinelli.

 

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

Dilgskron, t. 1, p. 276; Dumortier, F., C.SS.R ., Le
Ven. Sarnelli, Paris, 1886, c. 23; R0mano , p. 29 et 188; Tann0ja, 1. 2, c. 12-15.

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore

*** 1744-45

Notizie della fondazione in Iliceto.

Notizie della fondazione del Collegio nel Ritiro di S. Maria della Consolazione in Iliceto.

Riferimenti

Ed. A. SAMPERS, Manuscriptum autographum S. Alfonsi de fundatione in Deliceto, 1744-45, en SH. 5 (1957) 277-303.

6. 1745

Riflessioni utili a' Vescovi.

Riflessioni utili a’ Vescovi per la pratica di ben governare le loro Chiese.
Tratte dagli esempi de’ Vescovi zelanti, ed approvate  coll’esperienza. Raccolte in breve dal Sacerdote D. Alfonso de Liguori, Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Salvatore eretta nelle Diocesi di Salerno, di Nocera e di Bovino. Napoli 1745.

Riferimenti

Ed. OT, III 865-877.
Est. BG, I 55-56; Tan, II c. 26; Tell, I 376-377, 410, II 16, 67-68, 75, 97, 99, 103, 108-113, 118, 158; RM, 328, 373-375, 453, 497, 504, 513, 536; A. SAMPERS, Tre testi di S. Alfonso de Liguori sul buon ordinamento dei Seminari scritti negli anni 1745, 1756 e 1762, en SH. 27 (1979) 14-34.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 55

Uno dei primi scritti di S. Alfonso che lo stesso ha inviato a tutti i vescovi italiani.

Nella prima parte, tratta della sollecitudine che deve avere il vescovo per il suo seminario, gli ordinandi, i sacerdoti, i pastori, la casa episcopale e le suore; nella seconda espone i nove mezzi da attuare per governare bene: preghiera, esempio, residenza, visita pastorale, missioni, sinodo, consiglio, udienza e correzione.

Una bella incisione è posta accanto al titolo con la scritta "Pastorem sequuntur oves". Rappresenta un pastore fedele che conduce il suo gregge verso le altezze, mentre un pastore infedele conduce le sue pecore nell'abisso.

S. Alfonso ha ricevuto molte lettere dai vescovi per ringraziarlo. Tannoja ne riproduce una molto significativa di Fabricio Salerno, vescovo di Molfetta, Le Riflessioni furono stampate a partire dal 1762 inserite nell'opera Selva (cf. infra 1760).

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1745, Napoli, Riccio, in 24, p. 105.

15 ottobre 1762

Bibliografia: Analecta C.SS.R., Rome, 1929, t. 8, p. 365 ; Berthe, 1.4, c. 5 ; Dilgskron, t. 1, p. 275 ; Tannoja, 1. 2, c. 26 ; Villecourt, t. 6, c. 3.

7. 1745 (?)

Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS. per ciascun giorno deI mese.

Pensieri ed affetti divoti nelle visite al SS. Sacramento e alla sempre Immacolata Santissima Vergine Maria, per ciascun giorno del mese. Utili per ognuno, ma specialmente per gli Religiosi, che hanno il comodo di poter visitare a loro libertà Gesù Sacramentato nelle chiese proprie.
Composti dal P. D. Alfonso de Liguori, Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Salvatore eretta nelle Diocesi di Salerno, di Nocera e di Bovino. In Napoli 1748, per Gianfrancesco Paci, con Licenza de’ Superiori, 204 p. de 11 X 7 cm.

Aggiunta per la Santa Comunione: per l’Apparecchio alla Comunione (p.
136-148); per lo Ringraziamento dopo la Comunione (p. 148-159).
Aspirazioni amorose a Gesù Sacramentato. Possono servire per avanti e per dopo la Comunione, ed anche per trattenersi davanti al SS. Sacramento (p. 160-193).


Canzoncine a Gesù e Maria (p. 194-203).

Visita divota al SS. Sacramento da farsi ogni mattina e sera (p. 203-204).
Le edizioni del 1749 ss. contengono:
Sospiri d’amore verso Dio (p. 160-165).
Protesta della morte (p. 166-168, cfr. n. 35).
Massime eterne per ciascun giorno della settimana (s. pag. cfr. n. 1).

Riferimenti

Ed. OA, IV 287-387.
Est. BG, I 56-61, III 207; Tan, II C. 26, IV C. 17; Tell, I 80, 83, 108, 364-368,
559, 572, 665, 671, 768, 782, II 831, 833; RM, 7, Il, 363-366, 371-373, 391-392,
398, 456, 467, 600; F. BOURDEAU, Essai sur la composition par étapes du «Livre
des Visites au Saint Sacrement» à la lumière de ses sources, en SH. 35 (1987)
233-310.

Edizioni dei testi originali

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 55

 

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 55​

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Trentuno meditazioni per la visita al Santissimo Sacramento, ciascuna seguita da un saluto alla Beata Vergine. In testa al libro c'è una lunga introduzione all'eccellenza di questa pia pratica e della comunione spirituale.

La maggior parte delle edizioni contiene anche Atti per la S. Comunione e Aspirazioni amorose a Gesù Sacramentato

S. Alfonso stesso racconta la genesi di questo lavoro nell'introduzione: “Alcune delle riflessioni e degli affetti che stiamo per leggere sono state raccolte da me per aiutare i giovani della nostra umile congregazione nella loro visita quotidiana fanno, secondo la nostra consuetudine, al Santissimo Sacramento e alla Santissima Vergine Maria. Un pio secolare, che si stava ritirando in casa nostra, li sentì leggere; gli piacevano e lui lo voleva per il bene comune, noi li ha stampati a proprie spese. Lo ha poi costretto ad aumentare il loro numero in modo che le persone pie potessero usarli tutti i giorni del mese ”.

Quando è diventato realtà questo progetto? Quasi tutti assegnano come data certa l'apparizione di questo libro l'anno 1745. Si basano su una lettera del 17 agosto 1744 al canonico Sparano, censore dei libri, chiedendogli di rivedere senza indugio quest'opera per poter iniziare subito la stampa. Questo argomento non è conclusivo; tra una richiesta di stampare la sua concessione, come vedremo più volte in questa bibliografia alfonsiana, può passare molto tempo ed entro quali limiti gli stampatori non condannano i propri clienti?

La data tradizionale è quindi solo approssimativa fino a quando non ne abbiamo scoperto una copia recante l'anno 1745.

Invano abbiamo cercato questa copia nelle biblioteche napoletane; l'edizione più antica che abbiamo trovato menzionata è quella del 1748, presso Gianfrancesco Paci a Napoli; la più antica che abbiamo visto è del 1749, stampata anch'essa a Napoli da Alessandro Pellecchia. Porta già l'attuale titolo di Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS. per ciascun giorno dei mese, mentre i primi, secondo Dilgskron, (t.1, p. 272), furono chiamati Pensieri ed affetti divoti nelle visite fino al SS. Sacramento ed alla sempre immacolata SS. Vergine Maria per ciascun giorno del mese

L'opuscolo si diffuse rapidamente: nel luglio 1756 S. Alfonso scrisse che le edizioni napoletane erano già nove, nel 1758 ne contava undici e alcune erano state stampate in diverse migliaia di copie. Sembra che il santo rimanga al di sotto della verità; conta solo le uniche edizioni della Stasi che nel 1758 ha pubblicato la sua undicesima edizione con di Domenico, ma ce ne sono anche alcune con Pellecchia, Paci, Gessari.
In una lettera dell'8 ottobre 1759 fa notare che la sua Visite è così spesso ristampata a Napoli che è una confusione , non c'è modo di riservarne la pubblicazione perché non ha potuto ottenere il privilegio, concesso solo per opere di grandi dimensioni.

Tuttavia, questo indiscutibile successo in libreria non ha soddisfatto il suo zelo, ansioso di diffondere questo libretto ben oltre i limiti del regno, nel quale aveva riversato tutto il suo cuore. È già vero che due edizioni apparvero a Roma nel 1750 e nel 1755, ma sognava una distribuzione più universale lanciando l'opuscolo della grande ditta Remondini a Venezia. Dal 1756 supplica il grande editore veneziano, che attualmente pubblica i suoi libri teologici, di stampare anche la sua Visite, ma Remondini sembra esitare. S. A. gli scrive lettera in lettera per ottenere il suo consenso; lo rassicurò sul successo di questa impressione per il meraviglioso flusso di essa da parte degli editori napoletani (15 aprile 1757); egli geloso: "come vedo la Madonna e Gesù Cristo V, S. Ill.ma li fa andare sempre in ultimo luogo" (5 giugno 1758); parla di affidare questa pubblicazione ad un altro stampatore veneziano, Zatta, che gli fece delle anticipazioni (16 luglio 1758). Le sue autorità trionfano; il 10 agosto 1758 egli scrive felicissimo di aver finalmente visto l'opuscolo annunciato nel catalogo di Remondini che, appunto, pubblica quest'anno le Visite e, prima della morte dell'autore, lo ristamperà altre sette volte.

Nel frattempo i napoletani continuavano le loro edizioni, una delle quali, quella di Orsini, dal 1781 si intitolava "ventesima". Ce ne sono anche a Roma, Parma, Cremona, Firenze; abbiamo trovato 38 contemporanei del santo autore, ma per vedere il numero delle edizioni è probabile che il loro numero superi la cinquantina.
Nel 1756 la Visite attraversarono le Alpi; in questo anno la censura episcopale di Magonza ha dato l'imprimatur per la prima traduzione tedesca apparsa in quella città l'anno successivo. Era l'opera di un padre della Compagnia di Gesù; il suo lavoro fu così ben accolto che prima del 1787 ebbe sette edizioni. Uno dei suoi colleghi, il gesuita della Lorena Pierre Doré, ha introdotto l'opuscolo in Francia e ha inviato la sua traduzione, stampata a Nancy nel 1772, in omaggio all'autore, il 31 agosto di quest'anno. Anche qui le Visite si diffusero rapidamente; Ci sono una ventina di edizioni contemporanee di S. Alfonso. Quasi contemporaneamente, entrarono in Belgio, tramite il canonico Hennequin, che conobbe S. Alfonso personalmente a Roma e gli inviò nel 1777 alcune copie della prima edizione di Liegi del 1776. Che qui riappare altre quattro volte ai tempi di S. Alfonso e, tradotto in fiammingo, fu anche ristampato quattro volte a Bruges tra il 1778 e il 1786.

Possiamo quindi credere che durante la vita stessa del Santo Dottore, l'opuscolo sia apparso ottanta volte. Gli infiniti elenchi di edizioni e traduzioni italiane postume, in quaranta lingue diverse, che forniamo in questa bibliografia, dimostreranno meglio di qualsiasi saggio quanto sia durato questo successo.

Il decreto che conferisce all'autore il titolo di Dottore della Chiesa, sottolinea particolarmente il merito di quest'opera. "Sarebbe falso", dichiara questo atto pontificio, "dire che Alfonso de Liguori ha inventato le visite al Santissimo Sacramento, ma il suo merito è di aver dato a questa pratica una forma specifica, facile e accessibile a tutti.  Allo stesso modo, quando attribuiamo il rosario a san Domenico, la Via Crucis ai figli del serafico san Francesco, gli esercizi spirituali a sant'Ignazio, siamo debitori delle visite al Santissimo Sacramento ad Alfonso, nel senso che egli ha reso questa pratica accessibile a tutti e le ha dato una forma popolare ”.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

Pensieri ed affetti divoti nelle visite all' SS. Sacramento ed alla sempre immacolata SS. Vergine.

1748, Naples, Paci.

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Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS. per ciascun giorno deI mese.

1749, Napoli, Pellecchia, in 12, p. 168.

1750, Roma, Puccinelli, in 12, p. 178, (Pensieri... ).

1751, Napoli, Pellecchia, in 12, p. 168, 4a ed., con Amore delle Anime.

1754, Napoli, Gessari, 5a ed., in 12, p. 168.

1755,      »            »         6a ed.

1755, Roma, Puccinelli, in 16, p. 256.

1758, Napoli, di Domenico, (a spese di Stasi), 11a ed.

1758, Venezia, Remondini.

1759, Roma, Puccinelli, in 12, p. 275 con Modo di conversare... con Dio.

1759, Napoli, Gessari, o. s.

1760,      »       Paci,       o. s., 12a ed.

1760       »       di Domenico, o. s., 13a ed.

1761,      »       Gessari, o. s., 13a ed.

1763, Naples, Raimondi, o. s., 14a ed.

1765, Venezia, Remondini, o. s., 10a ed.

1766, Napoli, Gessari, o. s., 17a ed.

1766,      »       di Domenico (Stasi), o. s., 11a ed.

1766, Bassano, Remondini, o. s., 11a ed.

1767, Napoli, Morelli (Stasi), o. s., 19a ed.

1767, Napoli,  Castellano, o. s., 17a ed.

1767, Roma,    Puccinelli, in 12, p. 274 con Modo di conversare con Dio.

1768, Napoli,   Paci, o. s., 17a ed.

1769,       »        Stasi, o. s., 18a ed.

1769, Firenze,  Stecchi e Pagani, o. s.

1770, Parma,    s. n., o. s.

1770, Bassano, Remondini, o. s., 12a ed.

1773, Roma,     s. n., (Visite affettuose al SS. Sacram.).

1774, Bassano, Remondini, o. s. 13a ed.

1776, Napoli,    Paci, o. s., 19a ed.

1776, Bassano, Remondini, o. s., 14a ed.

1777, Napoli,     Stasi, o. s., 19a ed.

1779, Cremona, Manini, o. s.

1780, Bassano,  Remondini, o. S., 15a ed.

1781, Roma,       Canetti, o. s., (1a ed. romana).

1781, Napoli,     Orsini; o. s., 20a ed. 

1784,      »           Flauto, o. S., 18a ed.

1784, Bassano, Remondini, o. s., 16a ed. 

1785, Napoli,     MorelIi, o. s., 18a ed.

1787.      »                 »       o. s., 19 ed.

Lettere di S. Alfonso: 10 agosto 1744; 2 novembre 1755; 7 luglio, 29 ottobre 1756; 15 aprile, 28 agosto 1757;  14 aprile, 5 giugno, 2 e 6 luglio, 1 e 10 agosto 1758;  5 maggio, Luglio, 8 ottobre, 1 novembre 1759;  27 aprile 1760; 3 febbraio 1777.

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8. 1746

Lettera ossia Dissertazione sopra l'abuso di maledire i morti.

Lettera ossia dissertazione sopra l’abuso di maledire i morti.

Riferimenti

Est. BG, I 61-62 e n. lO, n. 33, n. 34; Medulla, 1029-32; Tan, II C. 26, 38; Tell,
405-409; A. SAMPERS, Controversia quam S. Alfonsus sustinuit anno 1746-48 «De
maledictione mortuorum, en SH. 14 (1966) 3-47.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 61

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 61​

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In questa dissertazione S. A. dimostra che l'abuso di maledizione dei morti non è blasfemia e che di conseguenza questa colpa è stata erroneamente classificata tra i casi riservati in alcune diocesi del regno di Napoli.

 

Il testo di questo studio è andato perduto. Tannoja (1.2, C. 26, nota) scrisse nel 1798 che era riuscito a ritrovarlo dopo dieci anni di ricerche in Puglia ma che, con suo grande dispiacere, lo aveva perso di nuovo. Le idee principali che vengono sviluppate si trovano probabilmente nel primo documento della Corrispondenza speciale.
Questo scritto non è una lettera di S. Alfonso, ma una nota di padre Louis Sabbatini d'Anfora, delle Pie Operaie, consultato su questa questione. "Nelle dissertazioni del 1748, 1757 e 1758, sullo stesso argomento" vediamo perfettamente bene che il santo usasse queste note che, senza dubbio, confermavano solo le sue argomentazioni.

 

L'editore della Corrispondenza data questo brano al 1746; la Lettera doveva essere apparsa in quello stesso anno, perché nel 1748 "S. Alfonso pubblicava già una risposta ad una Epistola Critica stampata a Roma contro la sua dissertazione.
Anche questo factum è andato perduto. "Sappiamo solo che invece di rispondere alle argomentazioni di SA lui la attacca violentemente, rimproverandola di disprezzare la preghiera vocale, di insegnare che la preghiera mentale è necessaria per" necessità di mezzi ". ", Per attaccare il culto delle immagini. L'autore si lascia trasportare al punto da osare di scrivere "Che sei tu, che uscendo dal bosco, vuoi dar legge ad altri e farla da maestro". 

 

Il rimprovero era completamente immeritato. S. Alfonso, diffidando del proprio giudizio, aveva umilmente sottoposto la sua dottrina alla discussione di tre congregazioni di teologi di Napoli, quella di padre Pavone, quella di Arcivescovato e quella di S. Giorgio.

 

Così apprendiamo dalla “Expiatio a nonnullis calumniis” di cui parleremo a breve (cfr. N. 10) e l'Istruzione e Pratica per un confessore, (c.5), dove si dice anche che il nunzio di Napoli ha comunicato la dissertazione, con la diffamazione che l'ha attaccata, a Benedetto XIV. Il Papa ha affidato l'esame di questi scritti a P. Sergio, delle Pie Operaie, consultore del S. Ufficio, e ha approvato le conclusioni di questo teologo, favorevoli alla tesi di S. Alfonso.

 

Questo è ancora vivo per concordare con la sua opinione il futuro cardinale Sersale (cfr. sua sentenza in Tannoja loc. cit.) e padre Sabbatini, divenuto vescovo dell'Aquila, gli scrissero che tutte le Pie-Operaie missionarie aderivano a questa dottrina; in diverse diocesi la maledizione dei morti è stata rimossa dall'elenco dei casi riservati.

 

Quanto al focoso avversario di S. Alfonso, crediamo di identificarlo con padre Gesualdo Dandolfo, il cui nome viene rivelato da Melzi, che gli attribuisce una Dissertazione teologica-morale sopra abuso di maledire i morti, pubblicata a Napoli nel 1757. Questa dissertazione è quella che provoca una terza risposta su questo argomento nello stesso anno 1757 ed è qui riportata come opera dello stesso autore che ha attaccato la Lettera del 1746.

 

Tannoja è felice di dire che è un religioso pugliese; S. Alfonso dichiara di essere restio a dover discutere con uno scrittore ordinis quem ego maxime facio atque mirum in modum veneror. Lo stesso Dandolfo, nel titolo della Dissertazione del 1757, dice di essere una sacerdote delle missioni sotto il titolo di S. Vincenzo Ferreri. La sua prima diffamazione è apparsa a Roma tacitis proelo et authoris nomine.
Ilario Allibrandi, difensore della causa del Dottorato di S. Alfonso, ha sottolineato in modo particolare il merito del lavoro di suo augusto cliente: “magnum est caput efferre super ea praejudicia quae regioni e aetati in qua quis versatur dominantur; id nonnisi lectissimis quibusdarn ingeniis datur ”. Cita le parole di Benedetto XIV al teologo napoletano Jorio che lo interrogò su questa questione: “Voi avete il vostro Ligorio, consigliatevi con esso” (Informatio, p. 16).

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

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Lettera di S. Alfonso, 1746 (t.3, p.1)

BibliografiaActa Docioratus, Iniormatio, p. 16 ; Berthe, I. 2, c. 16 ; Dilgskron n. t. 1, p. 319 ; Gaudé, L., C.S.S.R., Opera Moralia S. A., t. 1, p.447, t. 4, p'. 548 ; Keusch, p. 27 ; Romano, p. 32 ; Tannoja, 1. 2, c. 26, 38; Villecourt, t. 4, p. 405.

Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore

9. 1748

Medulla theologiae Moralis.

Medulla Theologiae Moralis R.P. Hermanni Busembaum, Societatis Jesu Theologi, cum Adnotationibus per Reverendum Patrem D. Alphonsum De Ligorio, Rectorem Majorem Congregationis Sanctissimi Salvatoris. Adjunctis post Dubia, seu Articulos praefati Authoris, ubi operae praetium visum fuit, juxta Ziteras alphabetico ordine in te rjectas. Accedunt in calce libri propositiones damnatae, necnon omnes Epistolae Encyclicae et Pontificia Decreta mores spectantia SS. D.N. Benedicti Papae XIV. Quae insuper omnia propriis in locis opportune adnotantur, una cum duo bus uberrimis Indicibus. Ad usum Juvenum praefatae Congregationis. Opus dicatum Illustrissimo et Reverendissimo Domino D. Josepho Nicolai, Archiepiscopo comsano, Sanctissimi Domini Nostri Praelato Domestico, ac Pontificio SoZio assistenti, Baroni oppidorum Sancti-Andreae, et Sancti-Mennae, atque utili Domino Feudi PaZirotundi. Neapoli MDCCXLVIII. Apud Alexium Pellechium. Superiorum permisu. Expensis D. Joannis Oliverii.


Expiatio a nonullis in me disseminatis calumniis ob Epistolam super Maledictionem in Defunctos editam [col. 1029-32].
Praxis interrogationum magis obviarum in excipiendis rustico rum confessionibus [col. 89-94, s.n. post Index re rum et verborum].
Brevis Dissertatio super Proposito 29. damnata ab Alexandro VIII. quae dicebat: «Futilis et convulsa est assertio de Pontificis Romani supra Concilium Oecumenicum Authoritate, atque in Fidei quaestionibus decemendis infallibilitate » [col. 97-112].


Theologia moralis concinnata a R. P. A. d. L., Rectore majore Congregationis
SS. Redemptoris, per appendices in Medullam R. P. Hermanni Busembaum, Societatis Jesu, adjunctis in calce tomi secundi EpistoZis encyclicis et decretis ad mores spectantibus S.D.N. Benedicti PP. XIV. Quae insuper propriis in locis opportune adnotantur, addita quoque perutiZi Instructione ad praxim confessasecunda, in pluribus melius explicata, uberius locupletata, utilibus adaucta quaestionibus, ac quoad plures sententias reformata, dicata SS. Regnanti Papae D.N. Benedicto XIV.


1753-55, Napoli, de Simone, 2a ed., 2 voI. in 4°, p. 714, 760.


R.P. Hermanni Busembaum, Societatis lesu, Theologia moralis, nunc pluribus partibus aucta a R.P.D.A.d.L., Rectore majore Congregationis SS. Rédemptoris, adjuncta in calce operis, praeter indicem rerum et verborum locupletissimum, perutili Instructione ad praxim confessariorum, nunc primum latine reddita. – Editio post duas Neapolitanas prima Veneta. Quae praeter reformationem quam includi t in secunda editione plurium opinionum in prima contentarum, accuratius est mendis expurgata novisque doctrinis adaucta. Accedit etiam nunc primum R.P. Francisci Antonii Zachariae, S.I., Bibliothecae Estensis praefecti, Dissertatio prolegomena de casuisticae theologiae originibus, lo cis atque praestantia.

1757, Roma, Sumptibus Remondinianis, 3a ed., 3 voI. in f °, p. LX-262, XVI-287, VIII-223.


R.P. Hermanni Busembaum S.I. Theologia moralis, nunc pluribus partibus aucta a R.P.D.A.d.L., … – Editio quarta, accuratiusa mendis expurgata, novisque doctrinis et nunquam antea editis Tractatibus, nempe de Dispensationibus S. Poenitentiariae, de Privilegiis, de Prohibitione librorum, de Examine ordinandorum ab auctore ipso nunc primum locupletata. Accedit etiam R.P.F.A. Zachariae, S.I., … Dissertatio … 

 

1760, Roma, Sumptibus Remondinianis, 4 a ed. (a), 3 voI. in f °, p. LX-284, XVI-280, VIII-204.


Theologia Moralis R.P.D.A.d.L., iuxta methodum Medullae R.P. Hermanni Busembaum Societatis lesu, cujus ideo liber in hoc opere praemittitur, adjuncta in calce perutili Instructione ad praxim  confessariorum. – Editio quarta (ut supra). Accedit etiam Francisci Antonii Zachariae S.I. Dissertatio, … necnon loannis Dominici Mansi, Congregationis Matris Dei, Epitome doctrinae moralis et canonicae ex operibus Benedicti XIV.


1760, Bologna, Sumptibus Remondinianis, 4 a ed. (b).

Theologia moralis Illustrissimi et Reverendissimi D.A.d.L., episcopi S. Agathae Gothorum et Rectoris majoris Congregationis SS. Redemptoris, adjuncta in calce perutili Instructione ad praxim confessariorum. – Editio quinta, nunc demum ab auctore ipso accuratius a mendis expurgata, novisque doctrinis et nunquam antea editis Tractatibus, nempe de Dispensationibus S. Poenitentiariae, de Privilegiis, de Prohibitione librorum, Examine ordinandorum aliisque additionibus locupletata. Accedit etiam praestantissimi theologi Dissertatio prolegomena de casuisticae theologiae originibus, locis atque praestantia, necnon loannis Dominici Mansi, Congregationis Matris Dei, Epitome doctrinae moralis et canonicae ex Operibus Benedicti XlV, nunc primum ab eodem auctore plurimis
additamentis illustrata et non uno in loco correcta. 

 

1763, Bologna, Sumptibus Remondinianis, sa ed .. (a), 3 voI. in f OXVI-270, 207-XXXIX.

 

Theologia moralis Illustrissimi ac Reverendissimi D.A.d.L., Episcopi S. Agathae Gothorum et Rectoris majoris Congregationis SS. Redemptoris, juxta methodum Medullae R.P. Hermanni Busembaum Societatis Jesu, cujus ideo liber in hoc Opere praemittitur, adjuncta in calce perutili Instructione ad praxim confessariorum.- Editio quinta, … (ut supra).

1763, Bologna, id., sa ed. (b).

Theologia moralis Illustrissimi ac Reverendissimi D.A.d.L., … una cum Illustrissimi ac Reverendissimi Joannis Dominici Mansi, archiepiscopi Lucencis, Epitome doctrinae moralis et canonicae ex operibus Benedicti XlV, nunc primum ab eodem auctore plurimis additamentis illustrata et pluribus in locis correcta. Accedit etiam praestantissimi theologi Dissertatio prolegomena, de casuisticae theologiae originibus, locis atque praestantia. – Editio sexta novissima, in qua, praeter ea omnia quae in caeteris addita fuere, nunc primum auctor ipse plura reformavit, aliquibus sententiis clarius explicatis, alit’s de novo additis, aliis re melius perpensa immutatis; pluresque tractatus nunquam antea editos et novas animadversiones magni ponderis adjecit.


1767, Roma, Sumptibus Remondinianis, 6a ed., 3 voI. in f °, p. LXXVI-276, XVI-276, 200-XXXV.


Theologia moralis … (ut supra). Editio septima absolutissima, nunc demum ab ipso auctore novissimis curis recognita, in pluribus reformata, multisque non solum novis animadversioni bus, sed etiam integris tractatibus nunquam antea editis locuple tata.

1772, Bassano, Remondini, 7 a ed., 3 voI. in fO., p. LXXVI-280, XVI-276, 204-XXXVI.

Theologia moralis Illustrissimi ac Reverendissimi D.A.d.L., … (ut supra). Editio octava absolutissima, in qua, praeter ea omnia quae in caeteris addita fuere, nunc primum auctor ipse plura reformavit, aliquibus sententiis clarius explicatis, aliis de novo additis, aliis re melius perpensa immutatis, et novas animadversiones magni ponderis adjecit.

1779, Bassano, Remondini, 8a ed., 3 voI. in f °, p. XLVIII-276, XVI-276, 304- XXXVI.


Theologia moralis … (ut supra).


1785, Bassano, Remondini, 9a ed., 3 voI. in 4°, p. LXXVI-518, XXVIII-512, XVI-428.


Ed. S. ALPHONSI MARIAE DE LIGORlO, Doctoris Ecclesiae, Opera Moralia. I. Theologia Moralis. Editio nova cum antiquis diligenter collata, in singulis auctorum allegationibus recognita, notisque criticis et commentariis illustrata cura et studio P. Leonardi GAUDE, C.SS.R., Romae 1905-1912, 4 vol. l

Riferimenti

Est. BG, I 63-68; Tan, II c. 38, IV c. 16; Tell, I 557-568, 649-653, II, 309-314, 553-555, 592-594, 831-833, 873-888, 1017; RM, 7, 8, 137, 382-383, 433-434. 438, 446, 452, 466, 511, 536-539, 572, 598-600; R. TELLERIA, Actividad moral de S. Alfonso,

en Moralia (1 a época), 3 (1955) 89-126; D. CAPONE, Dissertazioni e note di S.

Alfonso sulla probabilità e la coscienza (1748-1763), (1764-1769), (1769-1777), en

Studia Moralia, 1 (1963) 265-343, 2 (1964) 89-1555, 3 (1965) 82-149; F. FERRERa,

Génesis de la doctrina moral alfonsiana, en SH. 23 (1975) 292-365; M. VIDAL,

Frente al rigorismo moral, benignidad pastoral. Alfonso de Liguori (1696-1787),

Madrid 1986; Th. REy-MERMET, La morale selon St. Alphonse de Liguori, Paris

1987; F. FERRERa, Génesis y condicionamientos de la actividad literaria de San

Alfonso como moralista, en Moralia, 10 (1988) 125-156.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 65

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 65​

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La prima edizione di Theologia Moralis, come indica il titolo stesso, era solo una pubblicazione del Medulla Theologiae Moralis di Herman Busenbaum, SJ, arricchita con note di S. A e aumentata da sei appendici: a all'inizio del libro: Quaenam animadvertenda, uno nel corpo del libro: Brevis dissertatio super censuris circa Immaculatam Concepiionem; poi ad calcem: Nonnullae quaestiones miscellaneae praetermissae, la confutazione di una diffamazione sulla maledizione dei morti (cfr. p. 61 e 68); di proposizioni condannate, decreti papali e casi riservati di Napoli; una Praxis interrogaiionum in excipiendis rusticorum confessionibus e una Brevis dissertatio super propos. 29 damnatam ab Alexandro VIII.

 

Nella seconda edizione, notevolmente più voluminosa, le note più lunghe e separate del testo di Busenbaum, formano un'opera distinta dall'opera del teologo gesuita e di cui S. A. può rivendicare pienamente la paternità. Notare in questa edizione un doppio Elenchus questionum rejormatarum (58 in t.1, 41 in t. 2). F. Zaccaria, SJ, lo pubblica anche nella sua Storia letteraria d'Italia (t. 11, p. 266 sq., T. 12, p. 311, Modena, 1757-58) con queste giudiziose riflessioni: “Se con tutte questi mutazioni grideranno alcuni contro questa Teologia, lascili pure il saggio Autore gracchiare a loro voglia, contenta delle lodi delle disappassionate persone, e più ancora deII'onore che ha questa sua Teologia avuto di esser con lettera al medesimo autore diretta lodata dal Regnante Pontefice da lui citata nell'aurea opera de Synodo Diaecesana dell'ultima Romana edizione, (lib.11, c. 2.)"

 

Scorrendo l'elenco delle edizioni contemporanee dell'autore, si noterà che la 4a e la 5a sono state pubblicate ciascuna con due titoli differenti.
Le copie della 4a edizione che portano la ditta Romae 1760, Sumptibus Remondinianis, menzionano prima il nome dell'autore del Medulla, poi quello di S. Alfonso, quelle di Bologna invertono questo ordine: Theologia Moralis R. P. D. A. d. L ... juxta methodutn Medullae R. P. H. Busenboum.

 

Nella 5a edizione, alcune delle copie non menzionano Busenbaum, l'altra fa notare che il suo Midollo allungato, che vi è inserito, è ben distinto dall'opera dell'autore principale. Nelle edizioni successive (dalla sesta alla 9a) il nome del teologo gesuita viene completamente ignorato.

 

Il motivo di queste variazioni, tendenti sempre più ad eliminare la memoria dell'opera che servì di base per la prima pubblicazione del 1748, è da ricercare nelle circostanze dell'epoca, eravamo nel mezzo di una campagna anti-gesuita e qualsiasi comunità di idee o dottrina con i teologi della Compagnia diventava un pericolo. Per rassicurare i suoi sudditi, che temevano di vedere il loro giovane istituto avvolto dalla persecuzione, S. Alfonso ha evitato di ricordare i legami tra la sua opera e quella di Busenbaurn, ha addirittura deciso di cancellare completamente dalla sua Teologia il testo del Medulla allungato che c'è si era tenuto accanto al suo e aveva redatto un'opera completamente nuova. Le sue crescenti occupazioni e infermità gli permisero di realizzare questo progetto solo per il suo Tractatus de Conscientia, apparso per la prima volta nel 1767.

 

Le altre modifiche o aggiunte alle edizioni successive sono generalmente indicate nei titoli che abbiamo riprodotto con tutte le variazioni in testa al presente bando per l'eccezionale importanza di quest'opera. 

 

Non troviamo però l'Epitome doctrinae moralis et canonicae Benedicti XIV di Mansi, inserito nella 4a edizione, due dissertazioni De usu moderato opinionis probabilis nella 6a, e un Monitum sul tema della stessa questione nella 7a". Parleremo ancora di queste due dissertazioni alla data del 1765 e del 1772.
Per i dettagli della composizione e della pubblicazione di quest'opera, senza dubbio la più importante di SA, rimandiamo allo studio di coscienza che la RPL Gaudé, C.SS.R., ha posto a capo della sua edizione critica del Theologia Moralis pubblicata a Roma nel 1905 (t. 1, p. XIII-XLV) e che la maggior parte dei nostri lettori avrà a portata di mano.
Notiamo infine che, dopo le nove edizioni contemporanee del S. Dottore, ne abbiamo trovate altre settanta tra il 1791 e il 1905. In questo numero non si comprendono oltre cento "compendi" o manuali scritti secondo Theologia Moralis.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

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10. 1748

Expiatio a calumniis.

Expiatio a nonnullis in me disseminatis calumniis ob Epistolam super maledictionem in Defunctos editam.

Riferimenti

Ed. S. ALFONSO, Medulla Theologiae Moralis, Napoli 1748, col. 1029-32; Theologia Moralis, 1760, val. I, pp. 114-119; cfr. n. 8, n. 33, n. 34.
Est. BG, I 68; Tan, II c. 26, 38; Tell, I 405-409; A. SAMPERS, Controversia «De maledictione mortuorum», en SH. 14 (1966) 3-47.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 68

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 68

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Risposta agli attacchi sollevati dalla Lettera ossia Dissertazione sopra abuso di maledire i morti (cfr p. 61). È pubblicato ad calc. de la Medulla Theologiae Moralis R. P. H. Busenbaum del 1748, dove occupa le colonne 1029-1032.

Provocò una nuova risposta ..., che riteniamo essere la Dissertazione Teologica-morale di Gesualdo Dandolfo, pubblicata a Napoli nel 1757.

Questa Expiatio del 1748 non fu, crediamo, mai ristampata; dal 1757 viene sostituita da una nuova opera inserita nella Istruzione e Pratica per un confessore, (cfr. n. 33). Berthe, nella sua biografia di S. Alfonso, ne dà una traduzione quasi completa (1. 2, C. 17).

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1748, Napoli, Pellecchia.

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*** 1748

Praxis interrogationum.

Praxis interrogationum magis obviarum in excipiendis rusticorum confessionibus.

Riferimenti

Ed. Medulla Theologiae Moralis, col. 89-94, s.n. post Index rerum et verborum, cfr. n. 9.

*** 1748

Brevis Dissertatio.

Brevis Dissertatio super Proposito 29. damnata ab Alexandro VIII. quae dicebat: «Futilis et convulsa est assertio de pontificis Romani supra Concilium Oecumenicum Authoritate, atque in Fidei quaestionibus decernendis infallibilitate».

Riferimenti

Ed. Medulla Theologiae Moralis, col. 97-112 s.n., cfr. n. 9.

*** 1748

Supplex Libellus.

Libellus supplex S. Alfonsi ad Instituti et Regularum approbationem impetrandam, 1748

Riferimenti

Ed. A. SAMPERS, Duo libelli supplices, en SH. 17 (1969) 220-224.
Est. Ibid., 215-224.

*** 1748-1749 (?)

Rettitudine d'intenzione.

Istruzione ai Sacerdoti sulla purità d’intenzione.

Riferimenti

Ed. SH. 28 (1980) 456-468.

11. 1749

Dissertatio scholastico-moralis.

Dissertatio scholastico-moralis pro usu moderato opinionis probabilis in concursu probabilioris. Napoli 1749. Apud Alexium Pellechium. AGHR, S. Alf. X 9.

Riferimenti

Ed. OMM, 28, pp. 5-79; Dissertationes quattuor, Torino, Marietti, 1829.
Est. BG, I 68; TelI. I 423-424; D. CAPONE, Dissertazioni e note di S. Alfonso sulla probabilità e la coscienza dal 1748 al 1763, en Studia Moralia, 1 (1963) 270-271.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 68

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 68

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Un saggio per difendere il principio: "licitum esse uti opinioni solid probabili probabiliori omissa". Non porta il nome dell'autore ma si trova nel supplex libellum del tipografo che chiede il permesso di pubblicarlo.


L'opuscolo non fu ristampato al tempo di S. Alfonso, ma fu sostituito, nel 1755, da una nuova dissertazione, con un titolo identico, ma così notevolmente ampliato e modificato da non poter essere considerato come una nuova edizione.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

Napoli, Pellecchia, in 12, p. 47.

Lettere di S. Alfonso: 30 giugno 1755

Bibliografia: Dilgskron, t. 1, p. 475; Delerue, F., C.SS.R., Le système moral de S. A., S. Etienne, 192, p. 48 ; Gaudé, L., C.SS.R., De Morali Systemate S. A., Rome, 1894, p. 13.

12. 1749

Costituzioni e Regole della Congregazione del SS. Redentore.

Riferimenti

Ed. O. GREGORIO – A. SAMPERS, Documenti intorno alla Regola della Congregazione del SS. Redentore (1725-1749), en SH. 16 (1968) 3-441 (= Bibliotheca Historica C.SS.R., 4, Roma 1969).


Est. BG, I 69; Bibliografia en S. RAPONI, Formazione storica delle costituzioni
rinnovate della Congregazione del SS. Redentore (1967-1982), en SH. 22 (1984)
397-400.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 69

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 69

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Il testo delle Costituzioni e Regole è sostanzialmente uguale a quello che verrà menzionato più avanti tra gli scritti di S. Alfonso che non furono pubblicati in vita.

Questa prima bozza fu rivista a Roma per volere dei Cardinali Spinelli e Besozzi da P. Villani, P. Basiliano Muscari e P. Sanseverino dei Pii Operai, divenuto poi Arcivescovo di Palermo.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

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13. 1750

Le Glorie di Maria.

Le Glorie di Maria. Opera [ … ] utile per leggere e predicare. Divisa in due parti: Nella Prima si ragiona delle molte e copiose grazie che la Madre di Dio dispensa a’ suoi divo ti, dichiarate in diversi punti sopra la Salve Regina. Nella seconda Parte poi si ragiona delle sue Feste principali, e de’ suoi Dolori, così in generale come in particolare. Indi si tratta delle sue eroiche Virtù. E poi degli Ossequi da praticarsi in suo onore. In fine v’è una Aggiunta di Esempi scelti.
Bassano 1784. AGHR, S. Alf. X 16.

Riferimenti

Ed. OA, VI-VII; G. ROSCHINI, Le Glorie di Maria. Edizione critica, Roma 1944.


Est. BG, I 69-72, III 207; Tan, II c. 34-41; Tell, I 234-235, 541-554, 571-572, II 732-733; RM, 7, 83-84, 293, 416-424, 467, 572, 600, 623.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 69

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 69

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I lavori iniziano con una supplica a N. S. Gesù Cristo e a la Madonna seguita, da un consiglio al lettore che' "fornisce chiarimenti su una proposizione che spesso esce dalla penna dell'autore:" Dio vuole che tutte le 'sante grazie passino attraverso le mani di Maria "L'introduzione indica: 

 

a) lo scopo dell'opera:" esporre brevemente ciò che è più squisito e sostanziale nei sentimenti dei Padri e dei teologi per procurarsi a buon mercato, alle persone pie, letture atte ad infiammarle di amore verso Maria, specialmente ai sacerdoti, materiali per estendere, attraverso il ministero della parola, la devozione a questa divina Madre”; 

b) la via: evidenziare, preferibilmente tra le altre prerogative di Maria, la sua misericordia e la sua potenza perché “se è indubbio che tutte le grazie ci vengono dispensate solo dalle mani di Maria la salvezza di tutti gli uomini dipendono dalla predicazione della grandezza di Maria e dalla fiducia che si deve avere nella sua intercessione ”. 

c) il piano: spiegazione (10 capitoli) della Salve Regina. in seguito in cui questa misericordia e questa potenza della Beata Vergine sono meravigliosamente considerate.

 

Discorsi (o letture) sulle 7 feste principali di Maria e Riflessioni sui suoi dolori - virtù di Maria. Pratiche di devozione alla divina Madre "(Liévin, op. Cit.).
Molti anni sono stati spesi per raccogliere i materiali per questo importante lavoro. Una lettera di padre Francesco Pepe, S. J., datata 13 giugno 1734, suggerisce che già allora S. Alfonso stava lavorando a questo libro. Il dotto gesuita sembra risolvere i dubbi che gli sono stati sottoposti in merito a certe dottrine proposte nelle Glorie e spinge per la pubblicazione di questo "libro tutto a gloria di tal gran Madre". (Testo della lettera in Romano, p. 45).

 

Nel 1750 il manoscritto era pronto e il 6 ottobre ricevette l'Imprimatur da Giacomo Martorelli e Ignazio Savastano che non risparmiarono le lodi. Tuttavia, una lettera del santo al canonico Giacomo Fontana rivela che ha dovuto sopportare delle contraddizioni prima di poter consegnare al pubblico la sua opera (il mio povero contraddetto libro... uscito dopo molto stenti), non voleva tuttavia ritardare più a lungo perché, come dice nella petizione preliminare, a causa della sua età e della sua salute fatiscente che gli sembrava annunciare la sua imminente fine, vuole poter continuare così a lodare la Vergine Maria e ad avvicinare i fedeli a questa devozione.

 

Prima della fine del 1750 il libro uscì dai torchi dello stampatore napoletano, Alessandro Pellecchia, che lo lanciò una seconda volta nel 1756; una terza edizione che non siamo riusciti a trovare, appare a Napoli, nel 1758, (lettere di SA 17.58, 14 aprile; 1759, 5 luglio), e nel 1760, Remondini di Venezia, la pubblica al sua volta. Da allora le edizioni si sono moltiplicate e, come accade con la Visite al SS. Sacramento, si impigliano.

 

Un'edizione napoletana di Pellecchia è intitolata nel 1768, nona edizione, un'altra dello Stasi del 1776, porta lo stesso numero. C'erano sicuramente quindici edizioni prima della morte del santo.

 

Già nel 1772 le Glorie furono tradotte in tedesco da Pierre Obladen e pubblicate ad Augusta con il titolo di Lobredenen auf die gottliche Mutter Maria; c'era anche una traduzione spagnola, di P. M. Augustin Arquès, pubblicata a Valenzia, intorno al 1774.
Al congresso mariano di Bruxelles del 1921, il dottor A. Fierens dichiarò che nessuno è stato in grado di ritrarre la regalità di Maria su un piano di parità con S. Alfonso. Il suo libro di Glorie, ha dichiarato, è come il simbolo dei tempi nuovi in materia di devozione mariana. (Handelingen van het Vlaamsch Maria-Congres, Bruxelles, 1921).

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1750, Napoli, Pellecchia, 2 vol., in 12, p. 360,408.
1756      »              »            2e éd. p. XIV,. 607.
1758      »         (lettre de S. A., octobre 1758).
1760, Venezia, Remondini, 2 vol., in 12, p. XXIV, 196, 262.
1765, Napoli, Campo (Stasi) 3e éd.
1766, Parma, Borsi, 2 vol., in 8, p. 160, 221.
1768, Napoli, Pellecchia, 9a ed., in 12, p. 608.
1769, Bassano, Remondini, 2 vol., in 12, p. 196, 262.
1771, Napoli, Stasi.
1774, Bassano, Remondini.
1776, Napoli,  Stasi, 9a ed.
1780       »           »
1784, Bassano, Remondini.

Lettere di S. Alfonso:  12 ottobre 1750; 11 maggio, 7 luglio, 1, 29 ottobre 1756;  14 aprile, 28 agosto 1757;  14 novembre, 5 giugno, 2 luglio, 16, 10 agosto 1758;  maggio, 5 luglio, 8 ottobre 1759.

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14. 1750

Avvisi spettanti alla vocazione religiosa.

Avvisi spettanti alla vocazione religiosa (= § 2, Il vero Redentorista). Considerazioni per coloro che sono chiamati allo stato religioso. Conforto ai novizi per la perseveranza nella loro vocazione. AGHR, S. Alf. X 34 Y X 35.

Riferimenti

Ed. OT, IV 396-444.

Est. BG, I 73-74; Tan, II c. 34; Tell, I 391,486-488; RM, 414-415.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 73

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 73

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Il libretto contiene tre piccoli trattati sul tema della vita religiosa.


Il primo (p. 1-79, nella 1a ed.) espone la necessità di conformarsi alla volontà divina per la scelta di uno stato di vita. Descrive poi l'importanza della vocazione alla vita religiosa, i mezzi per conservarla, le disposizioni necessarie per seguirla e le prove che da essa sono inscindibili. 

 

Il secondo (p. 79-183) contiene quindici considerazioni sui vantaggi della vita religiosa e sulle virtù che bisogna esercitarsi lì. Il terzo (p. 183-234) parla delle tentazioni del noviziato, dei mezzi per preservare la propria vocazione e per restare nel fervore.

 

S. Alfonso normalmente dichiara in una lettera a padre Blasucci (13 novembre 1771) di aver composto questo opuscolo per i giovani della sua congregazione; nelle edizioni successive lo adattò ai religiosi in genere.

 

In una lettera al cardinal SpinelIi, l'editore napoletano Alessandro Pellecchia chiese, il 19 maggio 1749, il permesso di stampare gli Avvisi con un piccolo cerimoniale di professione (Riti per ricevere i novizi) seguendo le Constitutzioni e Regole che vennero approvate a Roma il 23 agosto dello stesso anno, il Canonico Savastano ha dato l'Imprimatur. Possiamo quindi, come fa Elenchus (Act. Doctor.), Assegnare il 1750 come data di stampa del piccolo volume, s. 1, s. d., di 234 pagine, sopra informato e conservato presso la Casa Generalizia di Roma tra i libri che servirono per redigere il Catalogus operum impressorum del processo del 1803, (n. XXXIII).
Dal 1772 gli Avvisi ... appaiono come appendice ai Sermoni Compendiati o Discorsi Sacri. Un estratto del primo trattato (§ 2) che è stato tradotto nella maggior parte delle lingue e pubblicato come appendice alle regole e alle costituzioni dei Redentoristi è stato pubblicato come appendice alle regole e alle costituzioni dei Redentoristi.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

                                                  S. 1. s. n., in 12, p. 234. (sans titre).
1754                                         id. p. 107. (caractères des Visite, Naples, 1754).
1772, Napoli,                         s. n. ad calc. de Sermoni Compendiati (2a ed).
1772, Bassano, Remondini, ad calc. de Discorsi Sacri.
1774, Napoli,     Castellano, ad calc. de Sermoni...

Lettere di S. Alfonso: 13 novembre 1771

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15. 1750 (?)

Avvertimenti per la Lingua Toscana. Regole principali dell' Aritmetica.

Alcuni brevi Avvertimenti per la Lingua Toscana ricavati dal Salviati, dal Buommattei, dal Facciola ti, dal Majello, dal Cinonio, e da altri.
Si aggiungono in fine le Quattro Regole principali dell’Aritmetica. AGHR, S. Alf. X 34.

Riferimenti

Ed. DA, Introduzione Generale, 105-115; R. LIBRANDI (ed.), S. Alfonso M. de Liguori, Brevi avvertimenti di Grammatica e Aritmetica, M. D’Auria, Napoli
1984.


Est. BG, I 74; Tell, I 846; RM, 600.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 74

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 74

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Un libretto in due parti.


Il primo, composto da 24 pagine, espone in nove piccoli capitoli le regole della grammatica italiana tratte principalmente da Salviati, Buonmattei, Facciolati, Majello e Cinonio. Un decimo capitolo contiene avvertimenti particolari per lo scrivere in latino.

 

La seconda parte, che occupa 23 pagine, fornisce le regole fondamentali dell'aritmetica. S. Alfonso le scrisse per i fratelli laici della sua congregazione.

 

L'Acta Doctoratus (Elenchus, in fine, p. 90), afferma che questo opuscolo fu probabilmente pubblicato intorno al 1750; la copia conservata presso la Casa Generalizia dei Redentoristi a Roma non ha data ma sembra risalire alla metà del XVIII secolo. Si noti un leggero errore di Elenchus, che parla di duo opuscula, quando in realtà ce n'è solo uno con impaginazione continua da 1 a 47.

 

Fu ristampato nel 1830 da Marietti a Torino e si trova nel volume 15 delle Opere complete.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

S. d. s. 1. in 24, p. 47. 

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16. 1751

L'amore delle anime.

L’amore dell’anime, cioè Riflessioni ed Affetti sulla Passione di Gesù Cristo. Da meditarsi avanti al SS. Sacramento, che perciò i capitoli sono divisi con numeri acciocché ogni numero possa servire per un punto di meditazione. Operetta divota del P. D. Alfonso de Liguori, Rettor Maggiore della Congregazione del SS. Redentore. In Napoli 1751, presso Alessio Pellecchia.

[Contiene]: Orologio della Passione.
Riflessioni.
Gradi della Passione.
Coronella delle Sante Piaghe di Gesù Crocifisso.
Orazione per ottenere il suo santo amore.
Canzoncine (n. 2).
Massime eterne (n. 1).
Quiete per l’anime scrupolose nell’ubbidire al lor Direttore (n. 17).

Riferimenti

Ed. DA, V 7-131.


Est. BG, I 74-76; Tan, II c. 26; Tell, I 572, 768, II 833; RM, 421.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 74

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 74

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In cima al libro c'è l'Orologio della Passione, seguito da un'invocazione a Gesù e Maria e un'introduzione sui frutti che si trae dalla meditazione delle sofferenze di Gesù Cristo. Poi vengono sedici capitoli, ciascuno contenente una meditazione sull'amore che il Salvatore ci mostra nella sua dolorosa Passione.


Per concludere una preghiera di San Bonaventura e un Avviso al lettore. In questo Avviso, il santo stesso ci racconta la storia di questa pubblicazione. "Nel mio libro delle Glorie di Maria", ha scritto, "te ne ho promesso un altro sull'amore di Gesù Cristo, ma a causa delle infermità fisiche, il mio direttore non mi ha permesso di farlo. Sono riuscito a malapena a portare alla luce queste brevi riflessioni sulla Passione del Salvatore. Ho depositato lì il fiore di ciò che avevo raccolto sul mio soggetto; Conservo ciò che è relativo all'Incarnazione e alla nascita di Nostro Signore con l'intenzione di comporre un libretto per la novena di Natale solo se ottengo il permesso ”. Nel 1758, quest'ultimo desiderio sarà realizzato dalla Novena del Santo Natale; nel frattempo, dal 1751, offriva ai fedeli il suo Amore delle Anime, un libretto di circa 150 pagine, che lui stesso disse essere uno dei suoi trattatini più belli (Lettera a Remondini, 10 1758).

 

Il libro apparve per la prima volta a Napoli, da Pellecchia, nel 1751, con le Visite al SS. Sacramento.

 

Già nel 1755 l'opuscolo fu distribuito fuori dal regno e stampato a Roma da de Rossi; S. Alfonso vuole comunque dargli una più ampia diffusione vedendolo lanciato al pubblico da Rernondîni di Venezia. Dal 1756 al 1758, lo vediamo insistere nelle sue lettere al grande editore per decidere su questa pubblicazione. Quando, verso la fine di quest'anno, l'opuscolo esce dai torchi veneziani, passa velocemente oltre i confini italiani; nel 1760 appare a Colonia, tradotto in tedesco da un padre della Compagnia di Gesù.

 

Questo traduttore ha adottato fedelmente il titolo originale Liebe der Seelen, ma non era lo stesso per i traduttori francesi. La maggior parte di loro ha intitolato la loro versione: Orologio della Passione, dando come titolo generale dell'opera l'intestazione di una piccola tavola sinottica preliminare, l'Orologio della Passione, che S. Alfonso, a imitazione di Sarnelli (Il Mondo Riformato), mutuato con alcune modifiche da Padre Auriemma, S. J.

 

Padre Dujardin, che deplora questa procedura dei traduttori francesi perché le conferisce una spiacevole confusione, purtroppo meritava gli stessi rimproveri.
Pone il titolo Amour des Ames, usato da S. Alfonso per l'unico opuscolo del 1751, in testa ai tre volumi contenenti le opere del santo sul tema dell'Incarnazione, della Passione e dell'Eucaristia.

 

Dal 1755 in poi, l'Amore delle Anime apparve in seguito o come seconda parte della maggior parte delle edizioni della Visite che S.Alfonso di solito chiama per questo momento il libro libretto del Sagramento e della Passione. Nelle prime edizioni ogni opera ha il suo frontespizio separato, successivamente, dal 1755, la raccolta è intitolata Opere spirituale e l'Amore delle Anime è in testa al secondo volume.

 

Prima della morte di S. Alfonso c'erano più di trenta ristampe di quest'opera in Italia e almeno quattro in Germania.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1751, Napoli, Pellecchia, con Visite Massime Eterne, in 12, p. 216.
1754, Napoli, Gessari, con Visite Massime Eterne, in 12, p. 228.
1755, Napoli, Gessari, dalle Opere spirituali, t. 2, p. 201.
1755, Roma, de Rossi.
1758, Venezia, Remondini.
1773, Napoli, Paci.

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Lettere di S. Alfonso:  7 luglio, 28 agosto 1756;  14 aprile, 2 luglio, 16, 10 agosto, 11 settembre 1758

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17. 1751

Quiete per le anime scrupolose.

Quiete per l’anime scrupolose nell’ubbidire al lor Direttore.

Riferimenti

Ed. DT, I 499-503.

Est. BG, I 76; Tell, I 571.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 76

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 74

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In cima al libro c'è l'Orologio della Passione, seguito da un'invocazione a Gesù e Maria e un'introduzione sui frutti che si trae dalla meditazione delle sofferenze di Gesù Cristo. Poi vengono sedici capitoli, ciascuno contenente una meditazione sull'amore che il Salvatore ci mostra nella sua dolorosa Passione.


Per concludere una preghiera di San Bonaventura e un Avviso al lettore. In questo Avviso, il santo stesso ci racconta la storia di questa pubblicazione. "Nel mio libro delle Glorie di Maria", ha scritto, "te ne ho promesso un altro sull'amore di Gesù Cristo, ma a causa delle infermità fisiche, il mio direttore non mi ha permesso di farlo. Sono riuscito a malapena a portare alla luce queste brevi riflessioni sulla Passione del Salvatore. Ho depositato lì il fiore di ciò che avevo raccolto sul mio soggetto; Conservo ciò che è relativo all'Incarnazione e alla nascita di Nostro Signore con l'intenzione di comporre un libretto per la novena di Natale solo se ottengo il permesso ”. Nel 1758, quest'ultimo desiderio sarà realizzato dalla Novena del Santo Natale; nel frattempo, dal 1751, offriva ai fedeli il suo Amore delle Anime, un libretto di circa 150 pagine, che lui stesso disse essere uno dei suoi trattatini più belli (Lettera a Remondini, 10 1758).

 

Il libro apparve per la prima volta a Napoli, da Pellecchia, nel 1751, con le Visite al SS. Sacramento.

 

Già nel 1755 l'opuscolo fu distribuito fuori dal regno e stampato a Roma da de Rossi; S. Alfonso vuole comunque dargli una più ampia diffusione vedendolo lanciato al pubblico da Rernondîni di Venezia. Dal 1756 al 1758, lo vediamo insistere nelle sue lettere al grande editore per decidere su questa pubblicazione. Quando, verso la fine di quest'anno, l'opuscolo esce dai torchi veneziani, passa velocemente oltre i confini italiani; nel 1760 appare a Colonia, tradotto in tedesco da un padre della Compagnia di Gesù.

 

Questo traduttore ha adottato fedelmente il titolo originale Liebe der Seelen, ma non era lo stesso per i traduttori francesi. La maggior parte di loro ha intitolato la loro versione: Orologio della Passione, dando come titolo generale dell'opera l'intestazione di una piccola tavola sinottica preliminare, l'Orologio della Passione, che S. Alfonso, a imitazione di Sarnelli (Il Mondo Riformato), mutuato con alcune modifiche da Padre Auriemma, S. J.

 

Padre Dujardin, che deplora questa procedura dei traduttori francesi perché le conferisce una spiacevole confusione, purtroppo meritava gli stessi rimproveri.
Pone il titolo Amour des Ames, usato da S. Alfonso per l'unico opuscolo del 1751, in testa ai tre volumi contenenti le opere del santo sul tema dell'Incarnazione, della Passione e dell'Eucaristia.

 

Dal 1755 in poi, l'Amore delle Anime apparve in seguito o come seconda parte della maggior parte delle edizioni della Visite che S.Alfonso di solito chiama per questo momento il libro libretto del Sagramento e della Passione. Nelle prime edizioni ogni opera ha il suo frontespizio separato, successivamente, dal 1755, la raccolta è intitolata Opere spirituale e l'Amore delle Anime è in testa al secondo volume.

 

Prima della morte di S. Alfonso c'erano più di trenta ristampe di quest'opera in Italia e almeno quattro in Germania.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

1751, Napoli, Pellecchia, in 12, p. 12. 
1754, Napoli, Gessari, con Massime Eterne.
1754  Napoli, Gessari, con Visite al SS. Sacramento,
1755, Roma,  Gessari, con Amore delle Anime.

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Lettere di S. Alfonso:  7 luglio, 28 agosto 1756;  14 aprile, 2 luglio, 16, 10 agosto, 11 settembre 1758

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18. 1751

Dissertatio de absolutione deneganda clerico habituato.

Dissertatio de absolutione deneganda elerico habituato in vitio turpi, cupienti statim initiari in sacris.

Riferimenti

Ed. DM, III 48-59.
Est. BG, I 77; Tell, I 555-560.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 77

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 77

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Una dissertazione che riempie sette colonne delle edizioni in folio di Theologia Moralis.

 

  1. Alfonso aveva già affrontato questa questione nel Medulla Theologiae Moralis del 1748 (tratto, 1, De Sacramentis in genere) ma, poiché era appena stata ripresa nelle conferenze teologiche tenutesi a Napoli, ritenne utile esaminarla più in dettaglio. in un saggio speciale. Ne approfittò per cambiare ancora una volta la sua benevola opinione, come si vede in una lettera indirizzata al Canonico Sparano, il 20 novembre 1750 (Lettere di S. Alfonso, Roma, 1787, parte 2., p. 11). La dissertazione è apparsa come un opuscolo separato; non l'abbiamo trovato ma l'Elenchus di Acta Doctoratus, lo assicura. Zaccaria nella sua Storia Letteraria (marzo-settembre 1752) la indica “una piccola ma giudiziosa dissertazione”. Il dotto gesuita non fu il solo a lodare questo studio; fu accolto con grande favore dalla maggior parte dei vescovi d'Italia, e da padre Sanseverino, dei Pii Operai, scrisse a S. Alfonso nel 1751, che papa stesso la lodava molto. Benedetto XIV non era soddisfatto di questa approvazione orale; cita la dissertazione nella sua grande opera De Synodo Diocoesana (11, c. 2, § 17), e in essa chiama il santo: "prudens auctor".

 

C'erano, tuttavia, contraddizioni; l'autore del Supplemento o sia esame succinto degli ultimi due volumi ... della Storia Letteraria (Lucca, 1755, t. 2, p. 389), non perdona a S. Alfonso gli elogi che Zaccaria gli fa e insinua maliziosamente che questa dissertazione mina l'onore del clero napoletano. Dal 1753 la Dissertatio è inserita nella Theologia Moralis, nel trattato De Sacramentis in genere, come appendice al capitolo II: De Ministro Sacramentorum. Continua a riapparire così nelle successive edizioni della grande morale.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

 

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Lettere di S. Alfonso:  20 novembre 1750; 8 agosto 1754

Bibliogr. Acta Doctoratus, Informatio, n. 44, p. 16 ; Benedetto XIV, De
Synode Diocoesana, Rome, 1755 ; Dilgskron, t. 1, p. 475 ; Gaudé, Opera Moralia S. A., Rome, 1909, t. 3, p. 48 ; Keush, p. 180 ; Romano, p. 125) ; Zaccaria, Storia Letteraria d'ltalia, Modena 1752, t. 6, p. 451.

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*** 1751

Opere spirituali.

Operette (opere) spirituali del R.P.D. Alfonso de Liguori, Rettor Maggiore della Congregazione del SS. Redentore. Decimasesta edizione, nuovamente riveduta e recorretta dall’Autore. Bassano, 1784, a spese Remondini di Venezia.
AGHR, S. AH. X 29.

  • Parte Prima, che contiene:

– La Visita al SS. Sacramento ed a Maria SS. per ciascun giorno del mese [1748, n. 7].

– Gli Atti d’Apparecchio e Ringraziamento per la S. Comunione [1748, n. 7], con altri Affetti divo ti verso Gesù Sacramentato [= Aspirazioni amorose a Gesù Sacramentato, 1748, n. 7; Sospiri d’amore verso Dio, 1748, n. 7].

 

– Di più le Massime Eterne [1728 (?), n. 1].

– [Gli atti da farsi ogni mattina, 1758, n. 35].
– La quiete per gli scrupolosi [1751, n. 17].
– Il modo di conversare familiarmente con Dio [1754, n. 20].
– La protesta della morte [1758, n. 35].
– Le preghiere a Maria per ciascun giorno della settimana [1734 (?), n. 3].
– [Pratiche divo te per suffragar giornalmente le anime del Purgatorio, per tutti i giorni della settimana, 1775, n. 102].
– Le Canzoncine a Gesù e Maria [1732 (?), n. 2].

 

  • Parte Seconda che contiene:

– L’Amore dell’Anime, cioè Riflessioni ed Affetti sulla Passione di Gesù Cristo [1751, n. 16], [e i seguenti opuscoli]:
– Gradi della Passione [cfr. n. 16].’
– Coronella delle sante Piaghe di Gesù Crocefisso [cfr. n. 16].
– Orazioni da dirsi ogni giorno a Gesù Cristo per ottenere il suo santo amore [cfr. n. 16].
– Uniformità alla volontà di Dio [1755 (?), n. 22].
– Breve Trattato della necessità della preghiera [1757, n. 32].
– Preghiera per ottenere la perseveranza finale, e la grazia di sempre pregare [1759, n. 42].
– Orazione per ottener le sante virtù.
– Regole per ben vivere [1754 (?), :n. 21].
– Atti da farsi nella giornata da ogni cristiano [1758, n. 35].
– Modo pratico di fare l’orazione mentale [1759, n. 29].
– Massime per la direzione di un ‘anima, che vuole amare perfettamente Gesù Cristo [1754, n. 7].
– Applicazione della Messa.
– Esercizio divoto per impetrare i sette doni dello Spirito Santo.
– Divotissimi esercizi da praticarsi avanti la Confessione.
– Canzoncine spirituali [1732 (?), n. 2].

Riferimenti

Ed. DM, III 48-59.
Est. BG, I 77; Tell, I 555-560.

19. 1752

Vita del P.G.M. Sarnelli ..., e del Fr. Vito Curzio

Compendio della Vita del Servo di Dio P. Gennaro Maria Sarnelli, Sacerdote Missionario della Congregazione del SS. Redentore e della Congregazione delle Apostoliche Missioni eretta nell’Arcivescovato di Napoli.

Brevi Notizie della Vita di Fr. Vito Curzio, Fratello laico della Congregazione
del SS. Redentore.

Riferimenti

Ed. G.M. SARNELLI, Il mondo santificato, I, Napoli 1888, pp. 9-31, 31-42.

Est. BG, I 77~79; Tell, I 202, 362, 577.

Edizioni dei testi originali e Commento

DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 77

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DE MEULEMEESTER, Bibliographie générale des Écrivains Rédemptoristes, Bibliographie de S. Alphonse 1933, pag. 77

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Alfonso dedica la prima di queste note biografiche, che comprende 23 pagine, alla memoria di uno dei suoi primi compagni, il Venerabile Padre Gennaro Sarnelli, morto il 30 gennaio 1744. Questo zelante e dotto sacerdote apparteneva anche alla Congregazione delle Missioni Apostolici di Napoli. Sono stati i superiori di questa associazione a prendere l'iniziativa di far redigere questo avviso, che hanno voluto pubblicare contemporaneamente a quello di D. Tommaso Carace, altro eminente collega recentemente scomparso. Per questo S. Alfonso dovette redigerlo in tutta fretta e quando il 17 luglio 1744 lo inviò al Canonico Sparano per ottenere l'imprimatur, si scusò per aver presentato una copia fatta da un fratello 'e che egli non fa in tempo a rileggere. Chiede al censore di concedere senza indugio i necessari permessi per poter approfittare dell'offerta che gli è stata fatta dalle Apostoliche Missioni, di pubblicare a proprie spese quest'opera; le risorse finanziarie del suo istituto non gli avrebbero permesso questa spesa. Nonostante questo caso, per ragioni che non possiamo ipotizzare, la cosa si trascinò a lungo, nel 1752 fu firmato solo l'imprimatur del Canonico Sersale e in quello stesso anno il bando "compare a Napoli, con il Profilo, in appendice" alla quarta edizione del Il Mondo Santificato di Sarnelli. Da allora si è ritrovato regolarmente nelle tante edizioni di quest'opera, talvolta anche nella raccolta delle Meditazioni Spirituali del Sarnelli o in testa alle varie edizioni delle sue Opere Complete.

La biblioteca dei Redentoristi di Fauquemont (Olanda), ha una ristampa dell'opuscolo s. l. e s.n.  di 31 pagine in 12. L'imprimatur di Sersale menziona solo il libellum e non Il Mondo Santificato, al quale si trova solitamente.

 

Padre Dumortier, nella sua vita di Ven, Sarnelli (p. 251), ce lo assicura. Al tempo di S. Clemente Hofbauer (1787-1808), questo avviso era diffuso in Polonia; una traduzione francese apparve nel 1842 a Parigi, come Appendice alle Memorie sulla vita e la congregazione di S. A. M. d. L. di Tannoja. (Cfr. infra: L. de Buggenoms).

 

  1. Alfonso approfittò di questa pubblicazione per aggiungere una breve biografia di un gentiluomo napoletano, Vito Curzio, che divenne un umile fratello laico nella sua congregazione e morì con fama di santità nel 1745.

 

È uno schizzo di sole otto pagine, ma sono sostanziali, “raccontano”, scrive lo stesso santo al Remondini, (lettera del 21 gennaio 1762), “virtù eroiche e non banalità”. Queste Brevi Notizie si possono ancora trovare, salvo rare eccezioni, a seguito delle varie edizioni del Compendio della Vita del P. G. Sarnelli.

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Testo originale in francese tradotto con Google Traduttore​

 

                          s.l., s. n., in 24, p. 31.

1752, Napoli, Profilo, da Il Mondo Santificato, di SarneIIi (4 ed.), p. 258-288.

1753, Napoli, Raimondi, da Il Mondo Santificato, di Sarnelli (5 ed.).

1758, Napoli, Raimondi, da Il Mondo Santificato, di Sarnelli (6 ed.).

1768, Napoli, Gessari,   da Il Mondo Santificato, di Sarnelli (9 ed.).

1780, Napoli, Paci,         da Meditazioni spirituali, di SarneIIi.

Lettere di S. Alfonso:  17 luglio 1744; 21 gennaio, 24 gennaio 1762.

Bibliografia: Beatificationis J. M. Sarnelli, Summarium, p. 265 ; Ber the, 1. 2, c. 14, I. 3, c. 7; Dumortier , F., C.SS.R., Vie du Vén. S. d. D. JanvierMarie
Sarnelli, Paris, 1886, p. 244; Romano, p. 95.

*** 1753

Theologia Moralis, voI. I, 2 a ed. Cfr. n. 9.

20. 1754

Modo di conversare continuamente con Dio.

Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio. Ricavato da un’operetta francese ed accresciuto con altri santi pensieri, affetti e pratiche dell’autore

Riferimenti

Ed. OA, I 313-334.
Est. BG, I 79-80, III 207; Tell, I 222-223, 574-575, 797; RM, 285.

21. 1754

Regole per ben vivere.

Regole per ben vivere (= Regolamento di vita di un cristiano in compendio).

Riferimenti

Ed. OT, I 887-904.
Est. BG, I 80; Tell, I 600, II 366; RM, 447.

22. 1755

Uniformità alla volontà di Dio.

Riferimenti

Ed. OA, I 282-312.
Est. BG, I 80-81, III 207; Tan, III, c. 52; Tell, I 575-576.

*** 1755

Theologia Moralis, voI. II, 2a ed. Cfr. nn. 9 e 23.

23. 1755

Pratica del confessore
(Praxis confessarii, 1757).

Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero. Napoli, De Simone, 1755. Cfr. T. Il de la Theologia Moralis (2 a ed.), n. 9.

Ed. G. PISTONI, S. Alfonso M. de Liguori, Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero. Edizione critico-pratica, Modena 1948. Nuova edizione, Frigento 1987; OM, IV 521-647 (= Praxis confessarii, 1757).

Riferimenti

Est. BG, I 81-84; Tan, II c. 43; Tell, I 565-568, 650-652, 703-704, II 515-516. Cfr. n. 9.

24. 1755

Dissertatio pro usu moderato opinionis probabilis.

Dissertatio scolastico-moralis pro usu moderato opinionis probabilis in concursu probabilioris, Neapoli, Ex Tipographia Benedicti Gessari, 1755, in 12, pp. 144. AGHR, S. Alf. X 9.

Riferimenti

Ed. OMM, 28, pp. 81-258; Dissertationes quattuor, Torino, Marietti, 1829.
Est. BG, I 84-85; Tell, I 649-651, II 986; D. CAPONE, Dissertazioni e note di S. Alfonso sulla probabilità e la coscienza (1748-1763), en Studia Moralia, 1 (1963) 265-343; M. VIDAL, Frente al rigorismo moral, 15, 39-40.

25. 1756 (?)

Avvertimenti ai confessori novelli.

Riferimenti

Ed. OT, IX 868-871. Cfr. AGHR, S. Alf. X 34.
Est. BG, I 85.

26. 1756

Breve dissertazione contro gli errori dei moderni increduli.

Breve dissertazione contro gli errori de’ moderni increduli oggi dì nominati materialisti e deisti. Napoli, Gessari, 1756, in 12, pp. 144.

Riferimenti

Ed. OD, I 1-38; OED, I 389-471.

Est. BG, I 86; Tan, II c. 42; Tell, I 632-633: RM, 542.

27. 1756

Risposta ad un anonimo.

Risposta ad un’anonimo che ha censurato il libro del P.D. Alfonso de’ Liguori della B. Vergine (nel Cap. V. al § I. della Prima Parte); ed insieme l’Opera morale del medesimo. AGHR, S. Alf. X 16.

Riferimenti

Ed. OMM, 30, pp. 73-93; Cinque apologie, Torino, Marietti, 1830.
Est. BG, I 87; Tan, II c. 41; Tell, I 551-552; D. CAPONE, Dissertazioni e note di S. Alfonso sulla probabilità e la coscienza (1748-1763), en Studia Moralia, 1 (1963) 265-343.

28. 1757

Regolamento per li Seminari.

Riferimenti

Ed. OT, III 878-886; SH. 27 (1979) 34-51.
Est. BG, 188; Tan, II c. 44, III c. Il; Tell, I 610-611, II 72-73, 74-77; RM, 374; cfr. n. 6.

*** 1757

Theologia Moralis, 3a ed. Cfr. n. 9.

*** 1757

Praxis confessarii
(Pratica del confessore, n. 23).

Praxis confessarii ad bene excipiendas confessiones. Ad instructionem Tyronum Confessariorum, auctore [ … l. Opus Parochis, Confessariis, caeterisque ecclesiasticis viris apprime utile, in hac novissima editione ab Auctore recognitum, et pluribus additamentis locupletatum. Cfr. Theologia Moralis, T. III, 3a ed. (1757), 4a ed. (1760), 5a ed. (1763), 6a ed. (1767), 7a ed. (1772-1773), 8a ed. (1779), 9a ed. (1785). Cfr. AGHR, S. Alf. X 23.

Riferimenti

Ed. OM, IV 521-647. Cfr. nn. 9 e 23.
Est. BG, I 81-84. Cfr. n. 23.

29. 1757

Istruzione e pratica per li confessori
(Homo Apostolicus, 1759).

Istruzione e pratica per (un) li confessori. Opera del [ … l. Colle Avvertenze delle Dottrine più notabili sopra tutti i Trattati della Teologia Morale, ricavate e ristrette dall’Opera grande dello stesso Autore. In fine si aggiungono quattro Appendici:

I. Della Guida delle anime spirituali.

II. Dell’assistenza a’ moribondi.
III. Dell’Esame degli Ordinandi.

IV. Degli Avvertimenti più importanti a’ Confessori e Parochi colla pratica dell’Orazione mentale.


Tomo Primo, in cui si contengono le Avvertenze intorno a’ Trattati della Coscienza, delle Leggi, degli Atti umani e de’ Peccati, ed intorno a’ Precetti del Decalogo, e della Chiesa, e degli Stati particolari, cioè Religioso, Ecclesiastico, e Laicale.


Tomo Secondo, in cui si contengono le Avvertenze intorno a’ Sagramenti, ed alle Censure, ed Irregolarità.

Tomo Terzo, in cui si contiene la notizia di tutti i Privilegi e Facoltà che hanno gli Ecclesiastici, e specialmente i Vescovi, ed i Regolari; e la Pratica come debba portarsi il Confessore co’ Peccatori, e co’ diversi generi di Persone. In fine si aggiungono quattro Appendici [ .. .]. AGHR, S. Alf. X 5-T.

Riferimenti

Ed. OT, IX 5-640.
Est. BG, I 89-92; Tan. IV c. 16; Tell, 1645,652-654, II 216-217, 924, 929: RM, 446, 506, 513, 598, 624.

30. 1757

Il Sacerdote provveduto per l'assistenza ai moribondi.

Il Sacerdote provveduto per l’assistenza a’ moribondi, o sia la Pratica d’aiutare a ben morire, del Padre Alfonso de’ Liguori, Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Redentore. In Venezia 1760, nella Stamperia: Remondini. AGHR, S. Alf. X 31.

Riferimenti

Ed. OT, IX 843-857.
Est. BG, I 92; Tell, I 653. Cfr. n. 29.

31. 1757

Examen Ordinandorum.

Examen Ordinandorum, ab eodem Auctore breviter concinnatum ex eadem sua Theologia Morali res scitu magis necessarias continens. AGHR, S. Alf. X 7.

Riferimenti

Ed. OM, IV 649-698.
Est. BG, I 93; Tell, I 652-653.

32. 1757

Breve trattato sulla necessità della preghiera.

Breve trattato della necessità della preghiera, della sua efficacia e delle condizioni con cui deve esser fatta. AGHR, s. AÌf. X 29.

Riferimenti

Ed. OA, II 181-196.
Est. BG, I 93-94, III 207; Tell, I 655-656; J.F. COLON, La oraciòn de peticiòn en la doctrina de S. Alfonso M. de Ligorio. Estudio hist6rico-teoI6gico, Roma 1986.

33. 1757

Avvertenza circa la maledizione dei morti.

Avvertenza o sia aggiunta circa la maledizione de’ morti.

Riferimenti

Ed. Istruzione e pratica (cfr. n. 29), I, Avvertenza.
Est. BG, I 94. Cfr. nn. 8, 10, 34.

34. 1758

Lettera di risposta... sopra l'abuso di maledire i morti.

Lettera di risposta contro la Lettera apologetica in difesa della Dissertazione sopra l’abuso di maledire i morti.

Riferimenti

Ed. OT, IX 93-113; OM, I 447-459.
Est. BG, I 95; Tell, I 645-646. Cfr. nn. 8, lO, 33.

35. 1758

Apparecchio alla morte.

Apparecchio alla morte, cioè Considerazioni sulle Massime Eterne. Utile a

tutti per meditare, ed a’ Sacerdoti per predicare. Opera del [ … ]. In fine vi sono aggiunti nove Discorsi per predicare in occasione di Flagelli [cfr. n. 36, e anche]:

Atti da farsi ogni giorno; 

Protesta per ben morire; 

Regolamento di vita d’un Cristiano [cfr. n. 21]. 

Terza edizione corretta ed accresciuta dall’Autore. In Napoli 1762. Nella Stamperia di Giuseppe di Domenico ed a spese di Michele Stasi.

AGHR, S. Alf. X 19.

Riferimenti

Ed. OA, IX 1-376.
Est. BG, I 96-97, III 207; Tan, II c. 46; Tell, I 665-667; RM, 466-467.

36. 1758

Nove discorsi da farsi [nel] tempo di Flagelli.

Riferimenti

Ed. OT, III 618-666. Cfr. AGHR, S. Alf. X 19.
Est. BG, I 97-98; Tell, I 666-668.

37. 1758

Novena del Santo Natale.

Novena del Santo Natale. Colle Meditazioni per tutti i giorni dell’Avvento,

sino all’Ottava dell’Epifania. Opera del [ … ]. Si aggiungono in fine: 

I. La Novena al SS. Cuore di Gesù. 

II. Il Settenario in onore di S. Giuseppe. 

III. L’Apparecchio e Ringraziamento alla Messa per i Sacerdoti. 

In Napoli 1773. AGHR, S. Alf. X 38.

Riferimenti

Ed. OA, IV 9-251.
Est. BG, I 99, III 207; Tell, I 668-670; RM, 156-157, 422, 484.

38. 1758

Novena al SS. Cuore di Gesù.

Riferimenti

Ed. OA, IV 449-524.
Est. BG, I 100-101; Tan, II c. 46; Tell, 670-674. Cfr. n. 37.

*** 1758 (?)

Novena del SS. Nome di Gesù.

Riferimenti

Ed. OEA, IV 495.
Est. BG, I 177.

39. 1758

Meditazione in onore di S. Giuseppe.

Meditazione in onore di S. Giuseppe per li sette Mercoledì precedenti alla sua Festa. AGHR, S. Alf. X 38.

Riferimenti

Ed. OT, II 423-433; OA, X 328-349.
Est. BG, I 102-103; Tell, I 673-674; A.L. IGLESIAS, «Teologia de San ]osé», en San Alfonso Ma de Ligorio, en ID, Reina y Madre. Grandes temas marianos, II, Madrid 1988, 475-495. Cfr. n. 37.

40. 1758

Apparecchio e ringraziamento.

Apparecchio e ringraziamento per li Sacerdoti nel celebrare la Messa.

AGHR, S. Alf. X 38.

Riferimenti

Ed. OT, III 808-831.
Est. BG, I 102-103; Tell, 674; RM, 522. Cfr. n. 37.

41. 1759

Dissertatio de justa prohibitione librorum.

Dissertatio de justa prohibition et abolitione librorum nocuae lectionis, brevi calamo plura continens, quae diffuse ab Auctoribus tradita sunto Edita a Rev. P. D. Alphonso de Ligorio, Rectore Majori Conrgegationis SS. Redemtoris. Neapoli 1759. Excudebat Josephus de Dominici, publica auctoritate. AGHR, S. Alf. X 8.

Riferimenti

Ed. OED, 9, pp. 381-542; OM, I 253-291.
Est. BG, I 103-104; Tan, Il c. 48; Tell, I 446, 469, Il 8, 10.

42. 1759

Del gran mezzo della preghiera.

Del gran mezzo della preghiera per conseguire la salute eterna e tutte le

grazie che desideriamo da Dio. Opera teologico-ascetica del Rev. Padre D. Alfonso de’ Liguori, Rettor Maggiore della Congregazione del SS. Redentore, utilissima per ogni genere di persone, divisa in due parti:

 

Nella I. Parte trattasi della necessita, valore e condizioni della preghiera.

 

Nella Il. Parte dimostrasi che la grazia di pregare è data a tutti; ed ivi si

tratterà del modo ordinario col quale opera la grazia. In Venezia, 1759, nella Stamperia Remondini. AGHR, S. Alf. X 31.

 

[In appendice]:

1. Preghiere per ottenere la perseveranza finale, il santo amore, la confidenza nei meriti di C.c. e nell’intercessione di Maria, la grazia di  sempre pregare, e le grazie necessarie alla salute.

2. Pensieri e giaculatorie.

3. Atti divo ti da farsi nella Visita al SS. Sagramento e alla Beatissima Vergine Maria.

4. Regolamento di vita d’un cristiano [cfr. n. 21].

5. Virtù in cui deve esercitarsi un’anima per far vita perfetta.

Riferimenti

Ed. OA, Il 1-178.
Est. BG, I 104-107, III 207; Tan, Il c. 48; Tell, I 655-661, Il 341-342; RM, 448, 600. Cfr. n. 32.

*** 1759

Homo Apostolicus
(Istruzione e pratica per li confessori, n. 29).

Homo Apostolicus instructus in sua vocatione ad audiendas confessiones,

sive Praxis et Instructio Confessariorum, Auctore [ … ]. Cum notabilioribus doctrinis super omnibus tractatibus Theoloiae Moralis, erutis et in compendium redactis ex alio opere eiusdem Auctoris, in qua uberiori calamo quaestiones morales fusius expositae inveniuntur. Editio tertia denuo ab Auctore re’cognita, pluribus aucta, et notatu dignissimis illustrata, nec non mendis omnibus expurgata, quae in aliis irrepserant. Ad usum Seminarii Sanctagatensis. Bassani 1770. AGHR, S. Alf. X 4.

 

In fine Tomi Tertii qua tu or adjiciuntur valde utiles Appendices: 

I. De directione animarum, quae spirituali vitae vacant; 

II. De assistentia erga morientes; 

III. De examine ordinandorum; 

IV. De pluribus animadversionibus spectantibus ad confessarios et parochos.

Riferimenti

Ed. OT, VII 1-753.
Est. BG, I 89-92; Tan, IV c. 16; Tell, I 652-653, II 216-217, 924, 929; RM, 446, 506, 513, 598, 624. Cfr. n. 29. R. THEBERGE, Liguori et la formation morale de la conscience. Thèse présentée à l’École des gradués de l’Université LavaI pour l’obtention du grade de Philosophiae Doctor (Ph.D). Faculté de Théologie, Université LavaI, Quebec 1987.

*** 1760

Theologia Moralis, 4 a ed. Cfr. D. 9.

43. 1760-61

La vera sposa di Gesù Cristo.

La vera sposa di Gesù-Cristo, cioè la monaca santa per mezzo delle virtù

proprie d’una religiosa. Opera [.;.] utile non solo per le Religiose e Religiosi ma anche per li Secolari, mentre in essa trattasi della pratica delle virtù cristiane, che spettano ad ogni stato di persone.

In fine del Secondo Tomo vi saranno di più le Meditazioni per otto giorni

degl’Esercizi spirituali, che sogliono fare molte religiose privatamente in solitudine; in oltre vi saranno alcune divo te riflessioni ed affetti sull’istoria della Passione di Gesù-Cristo. Divisa in due tomi. In Napoli 1768, nella Stamperia di Giuseppe de Domenico a spese di Michele Stasi. AGHR, S. Alf. X 26-27.

[In appendice]:

1. Meditazioni per otto giorni di esercizi spirituali in privato (cfr. n. 47). 

2. Riflessioni ed affetti divoti sopra la Passione di Gesù-Cristo, esposta semplicemente secondo la descrivono i sagri Vangelisti (cfr. n. 48).

3. Ristretto delle virtù in cui dee esercitarsi una religiosa che vuoI farsi santa. 

4. Massime spirituali che dee tener una religiosa. 5. Aspirazioni d’amore a Gesù-Cristo.

Riferimenti

Ed. OA, XIV-XV.
Est. BG, I 107-108, III 207; Tell, I 674-677; RM, 341, 468, 489.

44. 1760

Selva di materie predicabili.

Selva di materie predicabili ed istruttive per dare gli Esercizi a’ Preti, ed

anche per uso di Lezione privata a proprio profitto, con una piena Istruzione pratica in fine degli esercizi di Missione. Data in luce [ … ] per uso de’ Giovani della medesima Congregazione. Parte Prima: delle Materie predicabili. 

Parte Seconda: delle Istruzioni. Parte Terza: degli Esercizi della Missione. In Napoli 1769-1770, nella Stamperia di Donato Campo. AGHR, S. Alf. X 36-37.

[Appendice.]: 

1. Regolamento di vita per un sacerdote secolare. 

2. Regolamento per un sacerdote che attende alla perfezione. 

3. Massime di spirito per un sacerdote. 

[Ed. 3a ss.]: Riflessioni utili ai Vescovi (cfr. n. 6); Regolamento per li Seminari

(cfr. n. 28).

Riferimenti

Ed. OT, III 5-297; 856-859; 859-863; 863-864.

Est. BG, I 108-110; Tell, I 752-754, II 833; RM, 107, 327, 467, 506. Cfr. nn. 6, 28.

45. 1760

Breve Istruzione degli Esercizi di Missione.

Breve Istruzione degli Esercizi di Missione colle regole e pratiche [= Selva

di materie predicabili, III, n. 44].

Riferimenti

Ed. OT, III 185-288.
Est. BG, III 110-111; Tell, I 697-702, 709-726; RM; 506.

46. 1760

La Messa e l'Officio strapazzati.

La Messa e l’Officio strapazzati, ovvero avvertimenti a’ sacerdoti per non rendersi rei di un tanto delitto qual è il vilipendere il sacrificio dell’altare. e le lodi dovute a Dio.

Riferimenti

Ed. OT, III 832-856.
Est. BG, I 111-112, III 207; Tell, I 754, RM, 468.

*** 1760

Duetto tra l'Anima e Gesù-Cristo.

Riferimenti

Ed. A. DI COSTE, Le melodie di S. A. M~ de Liguori in alcuni suoi canti popolari
e Duetto tra l’Anima e Gesù Cristo, Roma 1932.
Est. BG, I 176, III 206; Tan, I c. 3; Tell, I 765~767, II 41, 525; RM, 490; W. LUEGER (hrsg.von), Recitativo e duetto tra l’anima e Gesù Cristo, Dusserdorf 1962: SH. 12 (1964) 433-444. Cfr. n. 2.

47. 1761

Meditazioni per otto giorni d'esercizi spirituali.

Meditazioni per otto giorni d’esercizi spirituali in privato. [Cfr. La vera sposa, n. 43. Publicada como obra separada, lleva 10s siguientes apéndices]: 

1. Riflessioni ed affetti sopra la Passione, nn. 43 e 48. 

2. Esercizio della Via Crucis, n. 49. 

3. Preghiere a Gesù per il merito di ogni pena particolare che soffrì nella sua Passione. 

4. Virtù in cui deve esercitarsi un’anima per fare vita perfetta. 

5. Massime di spirito. 6. Aspirazioni d’amore a Gesù Cristo.

Riferimenti

Ed. OA, IX 397-437; OA, V 443-444 (Preghiere); OT, I 849 (Virtù); OT, IV 377
(Massime); OA, I 393-394 (Aspirazioni). Cfr. nn. 43, 48, 49.

Est. BG, I 113; Tell, I 676, 751.

48. 1761

Considerazioni ed affetti sopra la Passione.

Considerazioni ed affetti sopra la Passione di Gesù-Cristo esposta semplicemente secondo la descrivono i sagri Vangelisti. [Cfr. La vera sposa, n. 43, y Pratica di amar Gesù Cristo, n. 73]. AGHR, S. Alf. X 20.

Riferimenti

Ed. OA, V 133-179.
Est. BG, I 114; Tan, II c. 48; Tell, I 676, 751; RM, 421-422, 466, 572.

49. 1761

Esercizio della Via Crucis.

Riferimenti

Ed. OA, V 437-442. Cfr. La vera sposa, n. 43; Pratica di amar Gesù Cristo, n. 73. AGHR, S. AH. X 20.

Est.BG, I 115-116; Tan, II c. 13, IV c. 2, 30, 34; Tell, I 571.

50. 1761

Lettera sul modo di predicare all'apostolica.

Lettera ad un Religioso amico. Ove si tratta del modo di predicare all’apostolica con semplicità evitando lo stile alto e fiorito. AGHR, S. AH. X 35. (= Lettera apologetica ad un religioso amico intorno al modo di predicare colla semplicità evangelica evitando lo stile alto e fiorito. Prima edizione veneta. In Venezia, 1771. Presso Giovanni Vitto. AGHR, S. AH. X 8).

Riferimenti

Ed. OT, III 298-326. Cfr. Sermoni compendiati, n. 83.

Est. BG, I, 116-117; Tan, II c. 5; Tell, I 727-736; RM, 468.

51. 1761

Vita e morte della S. di D. Sr. Teresa M. de' Liguori.

Vita e morte della Serva di Dio Suor Teresa Maria de Liguori, Monaca nel venerando Monastero del SS. Sacramento in Napoli, dell’Ordine di S. Maria Maddalena de’ Pazzi, e defunta nell’anno 1724.

Riferimenti

Ed. OT, IV 669-689.

Est. BG, I 117-118; Tan, I c. 4; Tell, I 72-73; RM, 103-104, 635.